giovedì 1 luglio 2010
Pubblicato da Gloria Soresi in Dati e statistiche, Mercato Italiano, conti pubblici

Italia né quinta, né settima, ma sempre e invariabilmente prima o quanto meno sul podio, se si considera il dato della pressione fiscale riferito al PIL depurato dalla componente di economia che, per definizione, le tasse non le paga.
E’ quanto sostiene l’ufficio studi del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, commentando i dati diffusi oggi dall’ISTAT sui conti pubblici 2009, secondo i quali il nostro Paese si colloca al quinto posto nella classifica europea del carico fiscale, scalando due posizioni rispetto al 2008. Secondo l’ISTAT, la pressione fiscale in Italia sarebbe stata nel 2009 del 43,2%, in aumento quindi rispetto al 42,9% del 2008.
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lunedì 8 marzo 2010
Pubblicato da Gloria Soresi in Dati e statistiche, Mercato Italiano

L’Istat certifica che nello scorso anno il Pil dell’Italia è crollato del 5%, il dato peggiore dal 1971. Il rapporto deficit/Pil si è attestato al 5,3%, mentre la pressione fiscale complessiva è pari al 43,2%.
Nel 2009 il prodotto interno lordo dell’Italia è crollato del 5%, il dato peggiore dal 1971 (inizio della sede storica). Lo comunica l’Istat nei ‘Conti economici nazionali‘. L’Istituto di statistica, inoltre, ha rivisto al ribasso il Pil del 2008 che cala dell’1,3% rispetto al -1% precedentemente comunicato. Rivisto in peggio anche il dato del 2007: il Pil è cresciuto dell’1,5% rispetto al +1,6% precedentemente comunicato.
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mercoledì 7 ottobre 2009
Pubblicato da Gloria Soresi in Confcommercio

Per il presidente di Confcommercio sono due le priorità per sostenere la “ripresina” dei consumi: “riduzione della pressione fiscale sui redditi da lavoro ed estensione degli incentivi anche ai settori in crisi, così come si è fatto per l’auto”.
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mercoledì 23 settembre 2009
Pubblicato da Gloria Soresi in Mercato Italiano, Mercato e Consumi

Il Consiglio dei Ministri ha approvato la Finanziaria 2010.
Ok del Consiglio dei Ministri al documento di soli tre articoli. Le eventuali maggiori disponibilità di finanza pubblica saranno usate per “fronteggiare la diminuzione della domanda interna” tramite la “riduzione della pressione fiscale.
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