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	<title>Be Commerciale &#124; Mercato italiano ed europeo, consumi e crisi economica</title>
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	<description>Il blog sulla professione del commerciale con news sul mercato italiano ed europeo, dati, statistiche, consumi e crisi economica.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 10 Oct 2011 13:21:27 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Commercio: cresce l&#8217;acquisto da produttore, +30%</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 15:27:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coldiretti]]></category>
		<category><![CDATA[Dati e statistiche]]></category>

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		<description><![CDATA[Con la crisi che corre si ritorna ad acquistare direttamente dal produttore. A sottolinearlo è la Coldiretti Crescono solo gli acquisti diretti dai produttori (+30 per cento) in controtendenza rispetto all’andamento generale che evidenzia un calo in tutte le forme distributive e per tutte le tipologie di prodotto, alimentari e non. È quanto afferma la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2598" title="commercio verdura" src="http://becommerciale.it/files/2011/09/commercio-verdura.jpg" alt="commercio verdura" width="550" height="371" /></p>
<p><em><strong>Con la crisi che corre si ritorna ad acquistare direttamente dal produttore. A sottolinearlo è la <a title="Coldiretti" href="http://becommerciale.it/category/associazioni/coldiretti/">Coldiretti</a></strong></em></p>
<p>Crescono solo gli<strong> acquisti diretti dai produttori</strong> (+30 per cento) in controtendenza rispetto all’andamento generale che evidenzia un calo in tutte le forme distributive e per tutte le tipologie di prodotto, alimentari e non.</p>
<p><span id="more-2597"></span></p>
<p>È quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che con la <strong>crisi</strong> si torna ad acquistare direttamente dal <strong>produttore</strong> in riferimento al<strong> crollo delle vendite</strong> a luglio del 2,4 per cento su base annuale rilevato dall’<a title="Istat" href="http://becommerciale.it/tag/Istat/" target="_blank">Istat</a>. In Italia – sottolinea la Coldiretti &#8211; si conta la presenza da oltre 6<strong>3mila imprese agricole</strong> che vendono direttamente attraverso spacci aziendali, chioschi, bancarelle mentre con un crescita esponenziale sono saliti ad oltre 800 i mercati degli agricoltori di <strong>Campagna</strong> <strong>Amica</strong> che si sono diffusi in tutte le regioni.</p>
<p>L’affermazione degli acquisti diretti dagli agricoltori è il frutto &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; della ricerca della combinazione ottimale tra qualità, sicurezza e <strong>prezzo</strong>, ma anche della crescente percezione della responsabilità sociale ed ambientale che ha ogni atto di acquisto.</p>
<p>Nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica &#8211; conclude la Coldiretti &#8211; si trovan<strong>o prodotti locali del territorio</strong> che non devono affrontare <strong>lunghi</strong> <strong>trasporti</strong> con mezzi inquinanti, messi in vendita direttamente dall’agricoltore nel rispetto di precise regole comportamentali e di un codice etico ambientale, sotto la verifica di un sistema di controllo di un ente terzo.</p>
<p>Fonte immagine: riseearth.com</p>
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		<title>Aumento Iva 2011, Confcommercio: prezzi più elevati e minori consumi</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 15:20:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Confcommercio]]></category>

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		<description><![CDATA[Confcommercio su aumento iva 2011: possiibili impatti anche sul gettito. L’incremento dell’aliquota Iva dal 20% al 21% avrà certamente l’effetto di ridurre le risorse disponibili del settore privato a favore delle Pubbliche Amministrazioni, ma il principale effetto depressivo riguarderà i consumi. Infatti, la traslazione sui prezzi finali del suddetto incremento di imposte provocherà un gradino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2592" src="http://becommerciale.it/files/2011/09/aumento-iva-21.jpg" alt="aumento iva 21" width="400" height="265" /></p>
<p><em><strong>Confcommercio su aumento iva 2011: possiibili impatti anche sul gettito.</strong></em></p>
<p><a title="Aumento Iva al 21%" href="http://becittadino.it/644/aumento-iva-21-ecco-cosa-cambia/" target="_blank">L’incremento dell’aliquota Iva dal 20% al 21%</a> avrà certamente l’effetto di ridurre le risorse disponibili del settore privato a favore delle <strong>Pubbliche</strong> <strong>Amministrazioni</strong>, ma il principale effetto depressivo riguarderà i <strong>consumi</strong>.</p>
<p><span id="more-2591"></span></p>
<p>Infatti, la traslazione sui prezzi finali del suddetto incremento di imposte provocherà un <strong>gradino</strong> <strong>inflazionistico</strong>, a regime, tra 3 e 5 decimi di punto con la conseguenza di una <strong>contrazione del potere d’acquisto</strong> del reddito disponibile e della ricchezza delle famiglie consumatrici: questa la valutazione dell’<a title="Confcommercio" href="http://bepiccoloimprenditore.it/category/associazioni/confcommercio-associazioni/" target="_blank">Ufficio Studi Confcommercio</a> in vista dell’entrata in vigore della norma relativa all’aumento dell’Iva.</p>
<p>Tutto ciò – prosegue la nota – implicherà, considerando anche le poco incoraggianti prospettive future del sistema economico, una <strong>riduzione dei consumi</strong> di entità proporzionale all’incremento dei prezzi al consumo. Inoltre, la riduzione della base imponibile dell’Iva, a causa dei minori consumi, fa immaginare che i previsti 4,2 miliardi di gettito teorico aggiuntivo (a regime) debbano essere ridotti a 3,7-3,9 miliardi effettivi.</p>
<p>L’effetto depressivo della <strong>manovra</strong> <strong>Iva</strong> – conclude l’Ufficio Studi &#8211; potrebbe poi risultare molto più marcato di quanto ipotizzato a causa del combinarsi degli effetti di una pluralità di provvedimenti tutti orientati nella medesima direzione di incrementare la pressione fiscale sulle famiglie e sulle imprese.</p>
<p>Fonte immagine: acrum.com</p>
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		<title>Commercio estero: i formaggi italiani volano negli Stati Uniti</title>
		<link>http://becommerciale.it/commercio-estero-i-formaggi-italiani-volano-negli-stati-uniti</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2011 16:04:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coldiretti]]></category>
		<category><![CDATA[commercio estero]]></category>

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		<description><![CDATA[Il valore delle esportazioni nel commercio estero, relativo ai prodotti Made in Italy, in particolare per i formaggi è raddoppiato negli ultimi dieci anni, registrando un record di 2 miliardi. Volano le esportazioni di formaggi italiani all’estero con un aumento del 21,5% nell’ultimo anno del valore delle esportazioni che spingono verso un fatturato estero record [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://becommerciale.it/files/2011/09/commercio-estero-formaggi-italiani.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2588" src="http://becommerciale.it/files/2011/09/commercio-estero-formaggi-italiani-e1316188866491.jpg" alt="commercio estero formaggi italiani" width="321" height="450" /></a></p>
<p><strong><em>Il valore delle esportazioni nel commercio estero, relativo ai prodotti Made in Italy, in particolare per i formaggi è raddoppiato negli ultimi dieci anni, registrando un record di 2 miliardi.</em></strong></p>
<p>Volano le esportazioni di <strong>formaggi italiani all’estero</strong> con un aumento del <strong>21,5%</strong> nell’ultimo anno del valore delle esportazioni che spingono verso un fatturato estero record di poco inferiore ai<strong> 2 miliardi</strong> per l’intero 2011. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati <strong>Istat</strong> sul <a title="Commercio estero" href="http://becommerciale.it/category/commercio-estero/">commercio estero</a> nel primo semestre del 2011, in occasione di <strong>Cheese</strong>, la rassegna internazionale sulle “Forme del latte”, dalla quale emerge che negli ultimi dieci anni sono praticamente raddoppiati i formaggi italiani consumati all’estero in valore.</p>
<p><span id="more-2587"></span></p>
<p>A spingere il successo dei formaggi italiani all’estero sono &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; il <strong>Parmigiano</strong> <strong>Reggiano</strong> e il <strong>Grana</strong> <strong>Padano</strong> che rappresentano da soli poco meno della metà del valore delle esportazioni di formaggi, con un aumento complessivo in valore nel mondo del 32%, risultato di un aumento 27% negli <strong>Stati</strong> <strong>Uniti</strong>, del 34% nei Paesi dell’Unione Europea che assorbono gran parte della produzione destinata all’estero. Un andamento incoraggiante si riscontra anche sul mercato nazionale dove i consumi familiari sono saliti di oltre il <strong>6%</strong> con punte del <strong>21%</strong> per il Grana Padano e del <strong>12%</strong> per il Parmigiano reggiano, secondo le elaborazioni della Coldiretti su dati Ismea.</p>
<p>L&#8217;espansione sui mercati esteri è però frenata dalla insostenibile presenza di <strong>formaggi “taroccati</strong>” che tolgono spazio al vero <strong>Made in Italy</strong>. I Paesi dove sono piu&#8217; diffuse le imitazioni sono <strong>Australia</strong>, <strong>Nuova</strong> <strong>Zelanda</strong> e <strong>Stati</strong> <strong>Uniti</strong> dove &#8211; denuncia la <a title="Coldiretti" href="http://becommerciale.it/category/associazioni/coldiretti/" target="_blank">Coldiretti</a> &#8211; appena il 2% dei consumi di formaggio di tipo italiano sono soddisfatti con le importazioni di formaggi Made in Italy, mentre per il resto si tratta di <strong>imitazioni</strong> <strong>e</strong> <strong>falsificazioni</strong> ottenute sul suolo americano con latte statunitense in Wisconsin, New York o California.</p>
<p>Ma a preoccupare sono anche le tendenze di Paesi emergenti come la <strong>Cina</strong> dove il falso Made in Italy è arrivato prima di quello originale e rischia di comprometterne la crescita. Le imitazioni del parmigiano reggiano e del grano padano sono con il Parmesan la punta dell&#8217;iceberg diffuso in tutto il mondo, ma c&#8217;è anche &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; il Romano prodotto nell&#8217;Illinois con latte di mucca anziché di pecora o la <strong>Fontina</strong> <strong>danese e svedese</strong> molto diverse da quella della Val d&#8217;Aosta, <strong>l&#8217;Asiago</strong> e il <strong>Gorgonzola</strong> <strong>statunitensi</strong>.</p>
<p>Fonte immagine: italiasquisita.net</p>
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		<title>Inflazione: con aumento Iva salirà ancora a settembre</title>
		<link>http://becommerciale.it/2583/inflazione-con-aumento-iva-salira-ancora-a-settembre/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Sep 2011 20:40:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dati e statistiche]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato e Consumi]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[istat]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;entrata in vigore della manovra economica che prevede l&#8217;aumento dell&#8217;iva di un punto percentuale farà salire ulteriormente l&#8217;inflazione. L&#8217;inflazione acquisita per il 2011 è pari al 2,6%, confermando così il dato provvisiorio. Al netto dei soli beni energetici, il tasso di crescita tendenziale dell&#8217;indice dei prezzi al consumo si stabilizza al 2,1%. La crescita tendenziale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2584" src="http://becommerciale.it/files/2011/09/aumento_iva1.jpg" alt="inflazione aumento iva" width="350" height="350" /></p>
<p><em><strong>L&#8217;entrata in vigore della manovra economica che prevede l&#8217;aumento dell&#8217;iva di un punto percentuale farà salire ulteriormente l&#8217;inflazione.</strong></em></p>
<p>L&#8217;inflazione acquisita per il 2011 è pari al <strong>2,6%</strong>, confermando così il dato provvisiorio. Al netto dei soli beni energetici, il tasso di crescita tendenziale dell&#8217;indice dei prezzi al consumo si stabilizza al<strong> 2,1%.</strong> La crescita tendenziale dei prezzi dei beni sale al <strong>2,9% dal 2,8%</strong> del mese precedente, mentre quella dei prezzi dei servizi scende al 2,5% (era +2,7% a luglio).</p>
<p><span id="more-2583"></span></p>
<p>L’entrata in vigore con la manovra dell’<strong>aumento di un punto percentuale dell’imposta sul valore aggiunto</strong> su molti beni a partire dalla <strong>benzina</strong> provocherà un ulteriore aumento dell’inflazione a settembre dopo che ad agosto ha già raggiunto il massimo dall’ottobre 2008. E&#8217; quanto afferma la Coldiretti in occasione della divulgazione dei dati Istat sull’inflazione ad agosto nel giorno della firma da parte del presidente della Repubblica <strong>Giorgio Napolitano</strong> del provvedimento del governo sulla manovra anticrisi approvato in via definitiva dalla Camera.</p>
<p>L’insostenibile aumento della benzina, che ad agosto ha raggiunto il massimo da tre anni, rischia di essere &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; un ulteriore elemento di ostacolo alla ripresa dell’economia aggravando i <strong>costi delle imprese nazionali</strong> che si devono confrontare sul mercato.</p>
<p>In un paese come l’Italia dove l`<strong>86 per cento</strong> dei <strong>trasporti commerciali</strong> avviene su gomma, infatti &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; l’aumento dei carburanti pesa notevolmente sui costi della logistica e sul prezzo finale di vendita dei prodotti. A subire gli effetti del caro benzina rischiano di essere gli alimentari con ogni pasto che &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; percorre in media quasi 2mila chilometri prima di giungere sulle tavole.</p>
<p>Ad aumentare sono in generale &#8211; continua la Coldiretti &#8211; tutti i <strong>trasporti da quelli aerei per passeggeri</strong> (+5,1 per cento) a quelli marittimi per vie di acqua interne (61,4 per cento) fino al trasporto ferroviario per passeggeri (+9,7 per cento). Per effetto dei rincari, la spesa per trasporti, combustibili ed <strong>energia</strong> <strong>elettrica</strong> delle famiglie italiane ha sorpassato quella per gli alimentari e le bevande anche per effetto dell’aumento del prezzo di un litro di benzina alla pompa che è oggi superiore a quello di un litro di latte fresco o di vino da tavola.</p>
<p>Fonte immagine: nuovademocraziaeuropea.it</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Istat, produzione industriale luglio 2011: -1,6 su base annua</title>
		<link>http://becommerciale.it/2579/istat-produzione-industriale-luglio-2011-16-su-base-annua/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Sep 2011 21:35:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dati e statistiche]]></category>
		<category><![CDATA[Industria]]></category>
		<category><![CDATA[istat]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo i dati Istat resi noti oggi, la produzione industriale è scesa a luglio 2011 dello 0,7% su base mensile e dell&#8217;1,6% su base annua. A luglio 2011 l&#8217;indice destagionalizzato della produzione industriale è diminuito dello 0,7% rispetto a giugno. Nella media del trimestre maggio-luglio l&#8217;indice è sceso dello 0,4% rispetto al trimestre immediatamente precedente. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2580" src="http://becommerciale.it/files/2011/09/Istat-produzione-industirale-2011.jpg" alt="Istat produzione industirale 2011" width="425" height="425" /></p>
<p><em><strong>Secondo i dati <a title="Istat" href="http://becommerciale.it/tag/Istat" target="_blank">Istat</a> resi noti oggi, la produzione industriale è scesa a luglio 2011 dello 0,7% su base mensile e dell&#8217;1,6% su base annua.</strong></em></p>
<p>A<strong> luglio 2011</strong> l&#8217;indice destagionalizzato della produzione industriale è diminuito dello 0<strong>,7%</strong> rispetto a giugno. Nella media del trimestre maggio-luglio l&#8217;indice è sceso dello <strong>0,4%</strong> rispetto al trimestre immediatamente precedente.</p>
<p><span id="more-2579"></span></p>
<p>Corretto per gli effetti di calendario, in luglio l&#8217;indice è diminuito in termini tendenziali dell&#8217;<strong>1,6%</strong> (i giorni lavorativi sono stati 21, contro i 22 di luglio 2010). Nella media dei primi sette mesi dell&#8217;anno la <strong>produzione</strong> è cresciuta dell&#8217;<strong>1,4%</strong> rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente.</p>
<p>Nel confronto tendenziale, i settori dell&#8217;<a title="Industra" href="http://becommerciale.it/category/Industria" target="_blank">industria</a> caratterizzati dalla crescita più accentuata sono: <strong>fabbricazione di macchinari</strong> e attrezzature n.c.a. (+9,5%), <strong>metallurgia</strong> e fabbricazione di prodotti in metallo esclusi macchine e impianti (+4,5%) e altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine ed apparecchiature (+3,6%). Il settore che in luglio registra la diminuzione tendenziale più ampia è quello delle industrie tessili, <strong>abbigliamento</strong>, pelli e accessori (-20,0%).</p>
<p>Per il <strong>Codacons</strong> questi dati dimostrano quanto il <strong>Governo</strong> sia incosciente ad avere aumentato l&#8217;<strong>Iva dal 20 al 21%</strong>, una decisione irresponsabile che da un lato colpisce le famiglie numerose che consumano di più e dall&#8217;altro va ad incidere pesantemente su settori già in crisi come quello delle auto e dell&#8217;abbigliamento. Secondo i dati di oggi, infatti, la produzione di autoveicoli è in calo tendenziale del 16,3%, mentre la voce tessile, abbigliamento, pelle e accessori registra un -20%. In pratica l&#8217;aumento dell&#8217;Iva in questi settori significa dare il colpo di grazia a chi è già con l&#8217;acqua alla gola.</p>
<p>Fonte immagine: genitronsviluppo.com</p>
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		</item>
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		<title>Indicatore consumi Confcommercio 2011: fermi i prezzi a settembre</title>
		<link>http://becommerciale.it/2575/indicatore-consumi-confcommercio-2011-fermi-i-prezzi-a-settembre/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Sep 2011 15:23:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Associazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Confcommercio]]></category>
		<category><![CDATA[Dati e statistiche]]></category>

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		<description><![CDATA[Le turbolenze dei mercati rischiano di ridurre le già basse prospettive di crescita, questo quanto emerso dall&#8217;ultima indagine 2011 dell&#8217;Indicatore dei Consumi Confcommercio L’indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) segnala a luglio 2011 un aumento dello 0,4% in termini tendenziali e una contenuta accelerazione, in termini congiunturali, con una variazione dello 0,5% rispetto a giugno. Dato, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2576" src="http://becommerciale.it/files/2011/09/indicatore-consumi-confcommercio.jpg" alt="indicatore consumi confcommercio" width="550" height="371" /></p>
<p><em><strong>Le turbolenze dei mercati rischiano di ridurre le già basse prospettive di crescita, questo quanto emerso dall&#8217;ultima indagine 2011 dell&#8217;Indicatore dei Consumi Confcommercio</strong></em></p>
<p>L’indicatore dei Consumi <a title="Confcommercio" href="http://bepiccoloimprenditore.it/category/associazioni/confcommercio-associazioni/" target="_blank">Confcommercio</a> (ICC) segnala a luglio 2011 un aumento dello<strong> 0,4%</strong> in termini tendenziali e una contenuta accelerazione, in termini congiunturali, con una variazione dello <strong>0,5%</strong> rispetto a giugno. Dato, quest’ultimo, che pur configurando un ulteriore graduale recupero dei livelli di consumo, non consente ancora di raggiungere i valori registrati alla fine del <strong>2007</strong> né, in termini pro capite, quelli del 2000.</p>
<p><span id="more-2575"></span></p>
<p>Insomma, per poter vedere realizzata la previsione di un consuntivo 2011 a<strong> +0,8%,</strong> nella metrica dei consumi aggregati secondo la contabilità <strong>Istat</strong>, è necessario che la migliore intonazione dei consumi osservata nel periodo marzo-luglio 2011 venga confermata anche nei prossimi mesi. Ma questo trend è oggi soggetto a forte e crescente incertezza. Inoltre, i dati qui presentati, come quasi tutto il set informativo congiunturale disponibile, si riferiscono al mese di <strong>luglio</strong> e non incorporano gli effetti sul sistema, e sui comportamenti dei diversi soggetti che operano al suo interno, derivanti dall’acuirsi delle difficoltà sul versante della finanza pubblica e delle turbolenze finanziarie registrate dalla fine di luglio in poi.</p>
<p>Queste difficoltà rischiano di compromettere i tentativi attuati da parte delle <strong>famiglie</strong> e delle <a title="PMI" href="http://bepiccoloimprenditore.it/category/pmi/" target="_blank">PMI</a> di uscire dalla crisi, tentativi che avevano prodotto risultati positivi, sia pure non particolarmente brillanti, nei primi sei mesi del 2011. Parte delle incertezze e dei possibili effetti di contenimento sulla ripresa si leggono nel peggioramento registrato ad agosto dal clima di fiducia delle famiglie che ha toccato i minimi da marzo del 2009. Anche sul versante delle imprese si registra una situazione in chiaroscuro. Il clima di fiducia degli operatori si colloca su <strong>livelli decisamente inferiori</strong> a quelli registrati ad inizio anno ed in molti settori si segnalano peggioramenti nelle attese sull’andamento economico generale.</p>
<p>In questo contesto, qualche elemento favorevole proviene dal <strong>mercato del lavoro</strong> che da alcuni mesi segnala un lento e graduale progresso a cui si associa un ridimensionamento delle ore autorizzate di CIG. Sia pure in misura molto contenuta, il sistema produttivo sembra provare a riassorbire la forza lavoro espulsa nella fase più critica della recessione, con qualche effetto sul tasso di disoccupazione, tendenza che comincia ad interessare anche la componente giovanile.</p>
<p>Fonte immagine: Fonte immagine: ilgiornale.it</p>
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		</item>
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		<title>Crisi industriale Italia: autunno incerto, fermi commercio e servizi</title>
		<link>http://becommerciale.it/2566/crisi-industriale-italia-autunno-incerto-fermi-commercio-e-servizi/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Aug 2011 04:50:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dati e statistiche]]></category>
		<category><![CDATA[Industria]]></category>

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		<description><![CDATA[Previsioni caute per il III trimestre 2011 con il perserverare della pesante crisi industriale in Italia. L’accresciuta incertezza sull’intensità della ripresa internazionale e le forti tensioni sul debito &#8211; non solo dell’Italia ma dell’intera eurozona e degli USA &#8211; gettano ombra sulle prospettive delle imprese alla ripresa autunnale. Eppure, produzione, fatturato, ordinativi e, soprattutto, export [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2568" src="http://becommerciale.it/files/2011/08/crisi-industriale-Italia.jpg" alt="crisi industriale Italia" width="500" height="357" /></p>
<p><strong><em>Previsioni caute per il III trimestre 2011 con il perserverare della pesante crisi industriale in Italia.</em></strong></p>
<p>L’accresciuta <strong>incertezza</strong> sull’intensità della ripresa internazionale e le forti tensioni sul debito &#8211; non solo dell’Italia ma dell’intera eurozona e degli USA &#8211; gettano ombra sulle prospettive delle imprese alla <strong>ripresa</strong> <strong>autunnale</strong>. Eppure, <strong>produzione</strong>, <strong>fatturato</strong>, <strong>ordinativi</strong> e, soprattutto, export del manifatturiero erano ancora in <strong>crescita</strong> nel II trimestre, anche se con minore velocità rispetto all’inizio dell’anno.</p>
<p><span id="more-2566"></span></p>
<p>A trainare è stata soprattutto la <strong>media impresa</strong> che vende <strong>all’estero</strong>, nonostante l’andamento dei mercati internazionali in piena turbolenza, mentre quanti si rivolgono al mercato domestico stentano ancora a invertire la marcia. D’altro canto, i <strong>consumi</strong> delle famiglie non pare riescano a recuperare, come mostrano i risultati raggiunti nello stesso periodo dalle imprese del commercio e dei servizi.</p>
<p>Questo mostra l’indagine congiunturale effettuata dal<strong> Centro studi di Unioncamer</strong>e, che raccoglie dalle imprese dell’industria, del commercio e dei servizi un altro segnale in chiaro-scuro: le previsioni relative <strong>all’occupazione</strong> dipendente per il 2011 vedono un rallentamento della flessione occupazionale rispetto allo scorso anno.</p>
<p>Sull’andamento atteso del III trimestre 2011 sembra pesare in modo significativo il crescente <strong>clima</strong> <strong>di incertezza</strong> degli ultimi mesi, soprattutto per le <strong>aziende</strong> più <strong>piccole</strong>: il bilancio complessivo non riesce a raggiungere il segno positivo per la produzione, mentre per il fatturato lo supera di poco e si attesta a soli +3 punti percentuali.</p>
<p>Sotto il profilo territoriale, nelle previsioni per il prossimo trimestre emergono due ottiche alternative: il <strong>Nord Est</strong> e il <strong>Sud</strong> e <strong>Isole</strong> mostrano il prevalere di un sentiment intonato ad un <strong>cauto ottimismo</strong>, mentre nel <strong>Nord Ovest</strong> e nel <strong>Centro</strong> sembrano diffondersi, anche se non ancora in maniera netta, le attese di una <strong>contrazione</strong> <strong>produttiva</strong>.</p>
<p>Decisamente caute le previsioni delle <strong>imprese</strong> <strong>commerciali</strong> per il <strong>III trimestre 2011</strong>: gli ottimisti prevalgono sui pessimisti di appena 4 punti percentuali e il <strong>56%</strong> degli operatori è orientato verso la stabilità dei risultati nelle vendite.</p>
<p>Quasi 44mila entrate in più rispetto al 2010 e 47mila uscite in meno, con un saldo totale che, però, resta purtroppo ancora negativo di quasi 88mila unità, per un calo dell’occupazione dipendente dello 0,7%. Le previsioni delle imprese dell’industria, del commercio e dei servizi con almeno un dipendente mostrano insomma un ulteriore rallentamento della riduzione delle forze lavoro già evidenziata lo scorso anno, anche se di entità più contenuta.</p>
<p>Fonte immagine: fiscooggi.it</p>
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		<title>Commercio estero, Istat: esportazioni e importazioni in calo a giugno 2011</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Aug 2011 04:50:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[commercio estero]]></category>
		<category><![CDATA[Dati e statistiche]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[importazioni]]></category>
		<category><![CDATA[istat]]></category>

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		<description><![CDATA[La nuova rilevazione Istat, relativa al commercio estero evidenzia un calo sostanziale per le importazioni -4,1%. In ribasso anche le esportazioni con -0.8% A giugno 2011 si registra un calo congiunturale per entrambi i flussi: più marcato per le importazioni (-4,1%) rispetto alle esportazioni (-0,8%). La contrazione degli scambi è più intensa sul mercato comunitario [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2563" src="http://becommerciale.it/files/2011/08/commercio-estero-Istat-esportazioni-e1313173169544.jpg" alt="commercio estero Istat esportazioni" width="500" height="366" /></p>
<p><em><strong>La nuova rilevazione Istat, relativa al commercio estero evidenzia un calo sostanziale per le importazioni -4,1%. In ribasso anche le esportazioni con -0.8%</strong></em></p>
<p>A <strong>giugno 2011</strong> si registra un calo congiunturale per entrambi i flussi: più marcato per le <strong>importazioni</strong> (-4,1%) rispetto alle <strong>esportazioni</strong> (-0,8%). La contrazione degli scambi è più intensa sul mercato comunitario e pari <strong>a -5,7%</strong> per gli acquisti e a -1,4% per le cessioni.</p>
<p><span id="more-2562"></span></p>
<p>In termini tendenziali, le variazioni sono pari all’<strong>8,1%</strong> per le <strong>vendite</strong> e al <strong>3,2%</strong> per gli <strong>acquisti</strong>. Rispetto a quanto rilevato nei mesi precedenti il rallentamento appare netto per entrambi i flussi.</p>
<p>Guardando al risultato del <strong>secondo</strong> <strong>trimestre 2011</strong>, le esportazioni crescono in termini congiunturali dell’<strong>1%</strong> (+0,5% per i paesi Ue e +1,6% per quelli extra Ue), mentre le <strong>importazioni</strong> diminuiscono dello 0,4% (-0,2% per i paesi Ue e &#8211; ,5% per quelli extra Ue).</p>
<p>Nel corso del primo semestre 2011 la variazione su base annua è stata pari a +15,8% per le <strong>esportazioni</strong> e <strong>+18,2%</strong> per le <strong>importazioni</strong>, con incrementi superiori per i paesi extra Ue (+18,7% per l’export e +24,9% per l’import).</p>
<p>La <strong>crescita</strong> tendenziale dei valori medi unitari rilevata a <strong>giugno</strong> è pari all’<strong>8,7%</strong> per l’import e al 6% per <strong>l’export</strong>. Risultano in calo i <strong>volumi importati</strong> (-5%), mentre sono in aumento quelli esportati (+1,9%). Nel primo semestre la crescita dei <strong>volumi</strong> <strong>esportati</strong> (+7,3%) è superiore a quella dei volumi importati (+5,4%).</p>
<p>Il <strong>disavanzo</strong> <strong>commerciale</strong> di giugno è pari a<strong> 1,8 miliardi</strong> di euro, in miglioramento rispetto sia al mese precedente, sia a giugno 2010 (-3,2 miliardi). Nei primi sei mesi dell’anno il deficit si attesta a 22,2 miliardi di euro, valore nettamente superiore a quello del 2010 (-15,4 miliardi). Il saldo non energetico è positivo (+3,3 a giugno e +10,3 nel semestre) e in aumento sul 2010.</p>
<p>A giugno i raggruppamenti più dinamici sono i prodotti <strong>intermedi</strong> (+9,5% all’export e +8,8% all’import), i <strong>beni strumentali</strong> all’export (+9%) e i <strong>prodotti</strong> <strong>energetici</strong> all’import (+13,7%). In calo le importazioni di beni di consumo <strong>durevoli</strong> (-19,7%) e strumentali (-10,8%).</p>
<p>Fonte immagine: eng.israports.co.il</p>
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		<title>Inflazione 2011 Istat: a luglio stabile al 2,7%</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Aug 2011 04:50:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dati e statistiche]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato e Consumi]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[istat]]></category>

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		<description><![CDATA[Confermata la stima provvisoria dell&#8217;Istat: il tasso d&#8217;inflazione annuo a luglio è rimasto stabile al 2,7%, lo stesso livello di giugno 2011. Nel mese di luglio, l’indice nazionale dei prezzi al consumo, registra un aumento dello 0,3% rispetto al mese precedente e del 2,7% nei confronti dello stesso mese dell’anno precedente (lo stesso valore registrato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2559" src="http://becommerciale.it/files/2011/08/Inflazione-2011-istat.jpg" alt="Inflazione 2011 istat" width="550" height="360" /></p>
<p><em><strong>Confermata la stima provvisoria dell&#8217;Istat: il tasso d&#8217;inflazione annuo a luglio è rimasto stabile al 2,7%, lo stesso livello di giugno 2011.</strong></em></p>
<p>Nel mese di luglio, l’indice nazionale <strong>dei prezzi</strong> <strong>al consumo</strong>, registra un aumento dello<strong> 0,3%</strong> rispetto al mese precedente e del <strong>2,7</strong>% nei confronti dello stesso mese dell’anno precedente (lo stesso valore registrato a <strong>giugno</strong>). Il dato definitivo conferma la <strong>stima</strong> <strong>provvisoria</strong>.</p>
<p><span id="more-2558"></span></p>
<p>La crescita tendenziale dei prezzi dei beni scende al 2,8% dal 3,0% del mese precedente, mentre quella dei<strong> prezzi dei servizi</strong> sale al <strong>2,7%</strong> (era +2,6% a giugno).  Un impatto significativo deriva anche dal rialzo congiunturale dei prezzi dei Servizi relativi ai <strong>trasporti</strong> (+1,9%). Per contro, il principale effetto di contenimento si deve alla <strong>diminuzione</strong> <strong>congiunturale</strong> dei prezzi dei <strong>Beni</strong> <strong>alimentari</strong> non lavorati (-2,5%).</p>
<p>Ma per il <strong>Codacons</strong> si tratta solo di una illusione ottica, non solo perché è aumentato il carrello dei beni ad alta frequenza di acquisto (cibo, carburanti), ma anche perché aumentano i prezzi delle cose che si acquistano tipicamente a <strong>luglio</strong>, dai <strong>pacchetti</strong> <strong>turistici</strong> (+8,5% su base mensile) agli <strong>stabilimenti</strong> <strong>balneari</strong> (+11,6% su base mensile), dai <strong>campeggi</strong> (+20,6%) alle <strong>pensioni</strong> (+5,5%).</p>
<p>L&#8217;effetto finale è una stangata senza precedenti per chi va in vacanza. Una famiglia media di 4 persone pagherà<strong> 360 euro in più rispetto allo scorso anno</strong>. Per non parlare del viaggio delle vacanze, che, per via dell&#8217;ulteriore rialzo dei carburanti, sale ancora rispetto al record di giugno. Raggiungere l&#8217;agognata meta turistica, infatti, costerà, mediamente, il <strong>16%</strong> in più rispetto al 2010 (a giugno era il 15%).</p>
<p>Su base annua, infatti, i <strong>trasporti</strong> <strong>aerei</strong> passeggeri sono rincarati del <strong>13,4%,</strong> il trasporto marittimo del 33,1%, il <strong>trasporto</strong> <strong>ferroviario</strong> dell&#8217;<strong>8,7%</strong>, la <strong>benzina</strong> del <strong>13,5%</strong> ed gasolio del 17,4%. Stimando che il 14% circa degli italiani va in vacanza in aereo, il<strong> 75%</strong> con auto, pullman o camper, il <strong>7%</strong> circa in treno e il<strong> 3%</strong> in nave, ecco che, mediamente, andare in vacanza costa quest&#8217;anno il<strong> 16%</strong> in più.</p>
<p>Fonte immagine: leggilo.net</p>
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		<title>Consumi Italia 2011: si spende più per acqua che per vino</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Aug 2011 15:32:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Associazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Coldiretti]]></category>
		<category><![CDATA[Dati e statistiche]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato Italiano]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;acqua minerale nel 2011 si classifica sul podio dei consumi in Italia Con 19,71 euro mensili per famiglia, l’acquisto dell’acqua minerale è diventato la prima voce di spesa del bilancio familiare per le bevande alle quali vengono destinati complessivamente 41,06 euro tra analcolici ed alcolici. È quanto emerge da elaborazioni Coldiretti sulla base di dati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2553" src="http://becommerciale.it/files/2011/08/acqua-minerale.jpg" alt="acqua minerale" width="550" height="383" /></p>
<p><em><strong>L&#8217;acqua minerale nel 2011 si classifica sul podio dei consumi in Italia</strong></em></p>
<p>Con <strong>19,71 euro mensili</strong> per famiglia, l’acquisto dell’acqua minerale è diventato la <strong>prima</strong> <strong>voce</strong> di spesa del bilancio familiare per le bevande alle quali vengono destinati complessivamente<strong> 41,06 euro tra analcolici ed alcolici</strong>.</p>
<p><span id="more-2552"></span></p>
<p>È quanto emerge da elaborazioni <strong>Coldiretti</strong> sulla base di dati <strong>Istat</strong> da cui si evidenzia l’avvenuto sorpasso nei confronti del <strong>vino</strong> per il quale la spesa media familiare mensile è stimata pari a<strong> 12 euro.</strong> La spesa media delle famiglie per l&#8217;acquisto di acqua minerale &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; varia lungo la penisola da un massimo di <strong>20,34 euro nel Nord</strong> a un minimo di <strong>18,75 nel Mezzogiorno.</strong></p>
<p>Parallelamente all’aumento della spesa per la minerale, negli ultimi 30 anni in Italia – sostiene la Coldiretti &#8211; si è praticamente dimezzato il c<strong>onsumo procapite di vino</strong> che è sceso a circa 40 litri a persona per un totale di circa<strong> 20 milioni di ettolitri.</strong> Il forte calo nelle quantità di vino acquistate dagli italiani, che ha avuto una accelerazione negli ultimi dieci anni, in cui si è verificato un <strong>calo del 20%</strong> è stato accompagnato &#8211; conclude la Coldiretti &#8211; da un <strong>atteggiamento più responsabile</strong> di consumo e da una maggiore attenzione alla qualità.</p>
<p>Fonte immagine: moraliaontheweb.com</p>
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