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><channel><title>BeCommerciale</title> <atom:link href="http://becommerciale.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://becommerciale.it</link> <description>Solo un altro blog Edizioni BE</description> <lastBuildDate>Wed, 10 Mar 2010 10:19:46 +0000</lastBuildDate> <generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <item><title>In Europa &#8220;frenano&#8221; le vendite al dettaglio</title><link>http://becommerciale.it/1397/in-europa-frenano-le-vendite-al-dettaglio/</link> <comments>http://becommerciale.it/1397/in-europa-frenano-le-vendite-al-dettaglio/#comments</comments> <pubDate>Tue, 09 Mar 2010 09:56:27 +0000</pubDate> <dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator> <category><![CDATA[Associazioni]]></category> <category><![CDATA[Confcommercio]]></category> <category><![CDATA[Dati e statistiche]]></category> <category><![CDATA[Mercato Europeo]]></category> <category><![CDATA[Europa]]></category> <category><![CDATA[Eurostat]]></category> <category><![CDATA[Retail]]></category> <category><![CDATA[vendite al dettaglio]]></category><guid
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A gennaio calo dello 0,3% sia nell’area euro che nell’Unione a 27 Stati, mentre in dicembre si era registrato un aumento rispettivamente dello 0,5 e dello 0,2%.
Il volume delle vendite del commercio “retail” è sceso in gennaio dello 0,3% sia nell’area euro che nell’Unione a 27 Stati, mentre in dicembre era aumentato rispettivamente dello 0,5% [...]Related posts:<ol><li><a
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href="http://becommerciale.it/files/2010/03/Prodotti-Europei.jpg"><img
class="alignnone size-full wp-image-1398" title="Prodotti Europei" src="http://becommerciale.it/files/2010/03/Prodotti-Europei.jpg" alt="" width="550" height="359" /></a></p><p><em><strong>A gennaio calo dello 0,3% sia nell’area euro che nell’Unione a 27 Stati, mentre in dicembre si era registrato un aumento rispettivamente dello 0,5 e dello 0,2%.</strong></em></p><p>Il volume delle vendite del commercio “<strong><a
title="retail" href="http://becommerciale.it/category/retail/">retail</a></strong>” è sceso in gennaio dello <strong>0,3% </strong>sia nell’area euro che nell’Unione a 27 Stati, mentre in dicembre era aumentato rispettivamente dello <strong>0,5%</strong> e dello <strong>0,2%.</strong> Il dato è calcolato da <strong>Eurostat</strong>, che evidenzia anche il ribasso dell’<strong>1,3%</strong> rispetto al gennaio 2009 nell’<strong>Eurozona</strong> (-1,6% per quanto riguarda l’Ue 27).</p><p><span
id="more-1397"></span>In particolare, il settore <a
title="alimentazione" href="http://becommerciale.it/tag/alimentazione/">alimentazione</a>, bevande e tabacco è sceso dello 0,1% nell’<strong>Eurozona</strong> e dello <strong>0,3%</strong> nell’<strong>Ue 27</strong>, quello non alimentare rispettivamente dello <strong>0,6%</strong> e dello <strong>0,4%</strong>. Le vendite sono aumentate in nove Stati, scese in cinque e rimaste stabili in <strong>Bulgaria</strong>, <strong>Germania</strong> e <strong>Francia</strong>.</p><p>Gli aumenti più significativi si sono registrati in <strong>Lituania</strong> (+7,1%), <strong>Portogallo</strong> (+5,2%) e in <strong>Estonia</strong> (+4,3%). I maggiori ribassi in <strong>Danimarca</strong> (-2,8%), <strong>Polonia</strong> (-1%) e <strong>Slovacchia</strong> (-0,6%). I dati sull’Italia non sono stati resi disponibili.</p><p>[Fonte: <em><a
title="Confcommercio" href="http://becommerciale.it/category/associazioni/confcommercio/">Confcommercio</a>.it</em>]</p><p>Related posts:<ol><li><a
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L&#8217;Istat certifica che nello scorso anno il Pil dell’Italia è crollato del 5%, il dato peggiore dal 1971. Il rapporto deficit/Pil si è attestato al 5,3%, mentre la pressione fiscale complessiva è pari al 43,2%.
Nel 2009 il prodotto interno lordo dell’Italia è crollato del 5%, il dato peggiore dal 1971 (inizio della sede storica). Lo [...]Related posts:<ol><li><a
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class="alignnone size-full wp-image-1392" title="Pil euro" src="http://becommerciale.it/files/2010/03/Pil-euro.jpg" alt="" width="550" height="364" /></a></p><p><em><strong>L&#8217;Istat certifica che nello scorso anno il Pil dell’Italia è crollato del 5%, il dato peggiore dal 1971. Il rapporto deficit/Pil si è attestato al 5,3%, mentre la <a
title="pressione fiscale" href="http://becommerciale.it/tag/pressione-fiscale/">pressione fiscale</a> complessiva è pari al 43,2%.</strong></em></p><p>Nel 2009 il prodotto interno lordo dell’Italia è <strong>crollato</strong> del <strong>5%</strong>, il dato peggiore dal 1971 (inizio della sede storica). Lo comunica l’<strong>Istat</strong> nei &#8216;<strong><a
title="Conti economici" href="http://becommerciale.it/tag/conti-economici/">Conti economici</a> nazionali</strong>&#8216;. L’Istituto di statistica, inoltre, ha rivisto al ribasso il <strong>Pil del 2008</strong> che cala dell’<strong>1,3%</strong> rispetto al<strong> -1%</strong> precedentemente comunicato. Rivisto in peggio anche il dato del 2007: il <strong>Pil</strong> è cresciuto dell’1<strong>,5%</strong> rispetto al <strong>+1,6%</strong> precedentemente comunicato.</p><p><span
id="more-1391"></span>Quanto al rapporto <strong>deficit/Pil </strong>si è attestato, nel 2009, al<strong> 5,3%</strong>, mentre il saldo primario si è portato a <strong>-0,6%</strong> del Pil, il dato peggiore dal <strong>1991</strong>. Il rapporto <strong>debito/Pil</strong>, sulla base delle cifre fornite da <strong>Bankitalia</strong>, è stato pari al <strong>115,8%</strong>.</p><p>La <strong>pressione fiscale</strong> complessiva (ammontare delle imposte dirette, indirette, in conto capitale e dei contributi sociali in rapporto al Pil) nel 2009 è risultata pari al <strong>43,2%</strong>, superiore di <strong>3 decimi di punto</strong> rispetto al valore del <strong>2008</strong> (42,9%).</p><p>[Fonte: <em><a
title="Confcommercio" href="http://becommerciale.it/category/associazioni/confcommercio/">Confcommercio</a>.it</em>]</p><p>Related posts:<ol><li><a
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isPermaLink="false">http://becommerciale.it/?p=1387</guid> <description><![CDATA[
A gennaio i prezzi alla produzione dei prodotti industriali sono aumentati dello 0,6% rispetto a dicembre, mentre sono diminuiti dello 0,3% rispetto a gennaio 2009. Lo comunica l’Istat.
Per i beni venduti nel mercato estero l’indice ha registrato un aumento dello 0,5% rispetto a dicembre e un calo dello 0,3% rispetto a gennaio 2009. Per i [...]Related posts:<ol><li><a
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class="alignnone size-full wp-image-1386" title="prezzi produzione" src="http://becommerciale.it/files/2010/02/prezzi-produzione.jpg" alt="" width="550" height="364" /></a></p><p><em><strong>A gennaio i <a
title="prezzi alla produzione" href="http://becommerciale.it/tag/prezzi-alla-produzione/">prezzi alla produzione</a> dei <a
title="prodotti industriali" href="http://becommerciale.it/tag/prodotti-industriali/">prodotti industriali</a> sono aumentati dello 0,6% rispetto a dicembre, mentre sono diminuiti dello 0,3% rispetto a gennaio 2009. Lo comunica l’Istat.</strong></em></p><p>Per i beni venduti nel <a
title="mercato estero" href="http://becommerciale.it/tag/mercato-estero/">mercato estero</a> l’indice ha registrato un <strong>aumento</strong> dello <strong>0,5%</strong> rispetto a dicembre e un <strong>calo</strong> dello <strong>0,3%</strong> rispetto a gennaio 2009. Per i beni industriali venduti nel mercato interno si è registrato un <strong>aumento</strong> dei prezzi alla produzione dello <strong>0,6%</strong> su dicembre 2009 e un <strong>calo</strong> dello <strong>0,3%</strong> su gennaio 2009.</p><p><span
id="more-1387"></span><strong>I prezzi alla produzione</strong> dell’energia a gennaio sono aumentati nel complesso del <strong>2,5%</strong> rispetto a dicembre e del <strong>4,3%</strong> rispetto a gennaio 2009.</p><p>In particolare, si è registrato un<strong> aumento dei prezzi alla produzione</strong> dei prodotti petroliferi (+4,1% rispetto a dicembre, +22,3% rispetto a gennaio 2009) mentre per l’<strong>energia elettrica</strong> e il <strong>gas </strong>si è avuto un aumento dei prezzi alla produzione dello 0<strong>,6%</strong> sul mese e un calo del <strong>12,2%</strong> su gennaio 2009.</p><p>[Fonte: Confcommercio.it]</p><p>Related posts:<ol><li><a
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isPermaLink="false">http://becommerciale.it/?p=1381</guid> <description><![CDATA[
Nel 2009 diminuzione dell’1,6% rispetto al 2008: è il dato peggiore dal 2001. A dicembre le vendite sono rimaste invariate rispetto al mese precedente, mentre sono cresciute dello 0,7% su dicembre 2008.
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href="http://becommerciale.it/files/2010/02/vendite-al-dettaglio.jpg"><img
class="alignnone size-full wp-image-1382" title="vendite al dettaglio" src="http://becommerciale.it/files/2010/02/vendite-al-dettaglio.jpg" alt="" width="550" height="366" /></a></p><p><em><strong>Nel 2009 diminuzione dell’1,6% rispetto al 2008: è il dato peggiore dal 2001. A dicembre le vendite sono rimaste invariate rispetto al mese precedente, mentre sono cresciute dello 0,7% su dicembre 2008.</strong></em></p><p>Le <strong>vendite al dettaglio</strong> a dicembre 2009 sono rimaste <strong>invariate</strong> rispetto al mese precedente, mentre sono cresciuta dello <strong>0,7% </strong>su dicembre 2008. Lo comunica l’<strong>Istat</strong>, precisando che rispetto a novembre le vendite alimentari sono diminuite dello<strong> 0,5% </strong>mentre quelle non alimentari sono cresciute dello <strong>0,3%</strong>.</p><p><span
id="more-1381"></span>Nell’intero 2009 le vendite sono <strong>diminuite</strong> dell’<strong>1,6% </strong>rispetto al 2008. Le vendite alimentari sono diminuite dell’<strong>1,5% </strong>mentre per i <a
title="prodotti non alimentari" href="http://becommerciale.it/tag/prodotti-non-alimentari/">prodotti non alimentari</a> il calo è stato dell’<strong>1,6%.</strong> Si tratta del dato peggiore dal 2001, primo anno di confronto nelle serie storiche.</p><p>La <strong><a
title="variazione tendenziale" href="http://becommerciale.it/tag/variazione-tendenziale/">variazione tendenziale</a></strong> dello<strong> 0,7% </strong>che ha riguardato il totale delle vendite a dicembre, spiega l’<strong>Istat</strong>, è “il risultato di un incremento del 2,9% registrato per le vendite della grande distribuzione e di una flessione dello<strong> 0,9 </strong>relativa alle vendite delle imprese operanti su piccole superfici. Nella grande distribuzione le vendite hanno registrato aumenti sia per i prodotti alimentari (+0,5%), sia per i<strong> prodotti non alimentari</strong> (+4,5%). Al contrario, nelle imprese operanti su piccole superfici le vendite di <strong>prodotti alimentari</strong> sono diminuite dell’<strong>1,8%</strong> e quelle di prodotti non alimentari dello <strong>0,7%</strong>.</p><p>A <strong>dicembre 2009 </strong>tutte le tipologie di imprese della grande distribuzione hanno segnato variazioni tendenziali positive, con l’eccezione dei discount di alimentari, che hanno registrato una flessione dello <strong>0,3%</strong>. L’aumento più marcato ha riguardato gli esercizi non specializzati a prevalenza<strong> non alimentare</strong> (+6,5%). Quanto, poi, alla dimensione delle imprese, a dicembre 2009 il valore delle vendite ha registrato diminuzioni tendenziali dell’<strong>1,3% </strong>nelle imprese fino a 5 addetti e dello <strong>0,6% </strong>nelle imprese da 6 a 49 addetti. Nelle imprese con almeno <strong>50 addetti </strong>le vendite hanno segnato un aumento tendenziale del <strong>3,2%.</strong></p><p>[Fonte: <em><a
title="Confcommercio" href="http://becommerciale.it/category/associazioni/confcommercio/">Confcommercio</a>.it</em>]</p><p>Related posts:<ol><li><a
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isPermaLink="false">http://becommerciale.it/?p=1401</guid> <description><![CDATA[
A gennaio l’Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) è cresciuto dell’1,4% in termini tendenziali ma ha subìto una flessione dello 0,3% rispetto a dicembre.Una riduzione, quest’ultima, che ha solo in parte attenuato la tendenza al moderato recupero della domanda delle famiglie in atto da alcuni mesi ma che conferma l’atteggiamento ancora prudente delle famiglie, soprattutto per [...]Related posts:<ol><li><a
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title="Indicatore dei Consumi" href="http://becommerciale.it/tag/indicatore-dei-consumi/">Indicatore dei Consumi</a> <a
title="Confcommercio" href="http://becommerciale.it/category/associazioni/confcommercio/">Confcommercio</a> (ICC) è cresciuto dell’1,4% in termini tendenziali ma ha subìto una flessione dello 0,3% rispetto a dicembre.<br
/> </strong></em></p><p>Una <strong>riduzione</strong>, quest’ultima, che ha solo in parte attenuato la tendenza al moderato recupero della domanda delle famiglie in atto da alcuni mesi ma che conferma l’atteggiamento ancora <strong>prudente</strong> delle famiglie, soprattutto per le difficoltà del mercato del lavoro.</p><p><span
id="more-1401"></span>I prezzi dei beni e servizi che compongono l’<strong>ICC</strong> hanno evidenziato una modesta <strong>crescita</strong> (+0,6%). Il dato riflette la progressiva tendenza all’aumento dei prezzi dei servizi a cui si è associata una moderata <strong>crescita</strong> della componente relativa ai beni, al cui interno risultano in sensibile aumento i carburanti.</p><p>La domanda per beni e <strong>servizi ricreativi</strong> ha registrato, rispetto a gennaio del 2010, una diminuzione dello <strong>0,3%</strong>. Variazioni positive si continuano a registrate, all’interno di questo aggregato, per la componente relativa ai concorsi a pronostico, favorita anche da un continuo ampliamento dell’offerta, e per i prodotti audiovisivi.</p><p>La domanda per i servizi di <strong>ristorazione</strong> e d’<strong>alloggio</strong> ha evidenziato una flessione dello <strong>0,7%</strong> rispetto allo stesso mese dello scorso anno, confermando le difficoltà del settore che nel 2010 potrebbe essere penalizzato anche dalla minor presenza di occasioni di spesa turistica (i “ponti”).</p><p>In linea con quanto si registra ormai da mesi, a<strong> gennaio 2010</strong> la componente più dinamica della domanda delle famiglie è stata quella relativa ai beni e servizi per la <strong>mobilità</strong>, con un <strong>incremento</strong> rispetto allo scorso anno del 21,4%. Questo andamento continua ad essere determinato dall’accresciuta domanda per autovetture e motocicli da parte di persone fisiche (anche se le prospettive a breve appaiono molto negative), e dalla ripresa della spesa per i <strong>trasporti aerei</strong>.</p><p>Il dato di gennaio evidenzia un miglioramento della domanda di beni e servizi per le <strong>comunicazioni</strong> e per l’<strong>ICT domestico </strong>(+2,4% tendenziale). Questa dinamica continua ad essere determinata dall’incremento dei volumi acquistati dalle famiglie per i beni, sia pure in misura più contenuta rispetto a dicembre, mentre per i servizi permane una tendenza al ridimensionamento.</p><p>La domanda per beni e servizi per la <strong>cura della persona</strong> ha mostrato una diminuzione dello<strong> 0,3%</strong> rispetto all’analogo mese del 2009. Questa dinamica assume dimensioni più ampie per i prodotti di <strong>profumeria</strong> e <strong>cura della persona</strong> che registrano da mesi una tendenza al ridimensionamento dei volumi acquistati dalle famiglie.</p><p>Gli articoli di <strong>abbigliamento</strong> e <strong>calzature</strong> hanno mostrato a gennaio una nuova riduzione della domanda (-4,2%). La domanda di beni e servizi per la <strong>casa</strong> ha fatto segnare una moderata tendenza alla diminuzione (-1,4%). All’interno di questo aggregato permane una dinamica positiva per gli acquisti di <strong>elettrodomestici</strong> e <strong>TV</strong>, sia pure con valori più contenuti rispetto alla parte finale del 2009.</p><p>Infine, per quanto concerne i consumi delle famiglie per i <strong><a
title="prodotti alimentari" href="http://becommerciale.it/tag/prodotti-alimentari/">prodotti alimentari</a></strong>, le bevande e i tabacchi, la stima per gennaio segnala una contrazione dello <strong>2,9%</strong> dei volumi acquistati.</p><p>Per quanto concerne infine le dinamiche congiunturali, la flessione dello <strong>0,3%</strong> (che interrompe una fase di moderata ripresa della domanda per consumi da parte delle famiglie che durava dai mesi estivi) dipende da una contenuta diminuzione sia per la componente relativa ai servizi che per i beni. L’unico aggregato che evidenzia un miglioramento è quello dei beni e servizi per le <strong>comunicazioni</strong>.</p><p>La sensibile <strong>riduzione della</strong> voce relativa alle spese sostenute per la <strong>mobilità</strong> evidenzia come, al di là dell’effetto incentivi che incide sul confronto annuo, la domanda mostra segnali di indebolimento. Questa tendenza dovrebbe diventare più evidente nei prossimi mesi anche in considerazione del sensibile calo registrato dagli <strong>ordinativi</strong>.</p><p>Related posts:<ol><li><a
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isPermaLink="false">http://becommerciale.it/?p=1379</guid> <description><![CDATA[
Presentata l’indagine Censis-Confcommercio su clima di fiducia e aspettative delle famiglie italiane. La crescita del Pil si attesterà allo 0,9% nel 2010 e all’1% nel 2011. Consumi: +0,7 e +1,1%.
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title="Confcommercio" href="http://becommerciale.it/category/associazioni/confcommercio/">Confcommercio</a> su clima di fiducia e aspettative delle famiglie italiane. La crescita del Pil si attesterà allo 0,9% nel 2010 e all’1% nel 2011. Consumi: +0,7 e +1,1%.</em></strong></p><p>La crescita del <strong>Pil</strong> si attesterà allo <strong>0,9%</strong> nel 2010 e all<strong>’1%</strong> nel 2011, mentre la spesa delle famiglie italiane per i consumi registrerà nel 2010 una crescita dello<strong> 0,7%</strong> e nel 2011 dell’<strong>1,1%</strong>. Sono le nuove stime diffuse dall’<a
title="Ufficio Studi Confcommercio" href="http://becommerciale.it/tag/ufficio-studi-confcommercio/">Ufficio Studi Confcommercio</a> in occasione della presentazione dell<strong>’indagine Censis-Confcommercio</strong> su clima di fiducia e aspettative delle <strong>famiglie italiane</strong>.</p><p><span
id="more-1379"></span>La crisi, insomma, ha commentato il direttore dell’Ufficio Studi di Confcommercio, <strong>Mario Bella</strong>, è<em> “verosimilmente alle spalle, ma proseguono le fibrillazioni lungo un sentiero di moderata crescita, aggravata dall’aumento della disoccupazione”</em>. La <strong>fiducia</strong> è ferma e stenta la produzione industriale insieme all’<strong>export</strong>. Dal lato dei consumi, non c’è tranquillità nella pianificazione degli acquisti e a fine 2011 Pil e <strong>consumi</strong> saranno ai livelli del 2000: rispetto ad un anno fa ogni italiano ha perso circa <strong>40 euro al trimestre</strong> in termini di consumi effettivi.<br
/> <em><br
/> “La direzione è certamente di miglioramento complessivo e di ripresa ma l’andamento generale dei consumi è di stazionamento”</em>, ha spiegato il direttore del Censis, <strong>Giuseppe Roma,</strong> secondo il quale “<em>le previsioni di spesa ci fanno intravedere dei germogli di fiducia ma resta troppo alto il numero di coloro che sostengono che spenderanno come prima o meno”</em>. Le preoccupazioni sono legate soprattutto alla <strong>disoccupazione</strong>, in particolare nel Sud, ma anche alla litigiosità della classe dirigente.</p><p>Dall’indagine emerge che in merito agli effetti della <a
title="crisi economica" href="http://becommerciale.it/category/crisi-economica/">crisi economica</a> sui <strong>consumi</strong> delle famiglie italiane, il 1<strong>7%</strong> ha rinunciato a cose essenziali, il <strong>49% </strong>ha ridotto gli sprechi e il 34% ha potuto mantenere invariate le abitudini di consumo. Per il primo semestre 2010 l’<strong>8,4%</strong> delle famiglie prevede che le spese per consumi <strong>diminuiranno</strong> (nel secondo semestre 2009 erano al 9,5%) mentre il <strong>69%</strong> prevede una <strong>stabilità</strong> (contro il 71,7% precedente).</p><p>Infine il<strong> 22,6%</strong> sostiene che le spese per consumi <strong>aumenteranno</strong> (contro il precedente 18,7%). Per quanto riguarda la visione per il futuro, a gennaio 2010 gli ottimisti sono scesi al 52,8%, contro il 56,8 di giugno 2009. In aumento i pessimisti al <strong>34% contro</strong> il 32,7 di giugno scorso.</p><p>[Fonte: <em>Confcommercio.it</em>]</p><p>Related posts:<ol><li><a
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isPermaLink="false">http://becommerciale.it/?p=1365</guid> <description><![CDATA[
I dati confermano la necessità, ampiamente condivisa, di una riforma del sistema fiscale italiano che si incroci con il processo di costruzione del federalismo fiscale.
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class="alignnone size-full wp-image-1366" title="denaro" src="http://becommerciale.it/files/2010/02/denaro.jpg" alt="" width="519" height="352" /></a></p><p><em><strong>I dati confermano la necessità, ampiamente condivisa, di una riforma del sistema fiscale italiano che si incroci con il processo di costruzione del federalismo fiscale</strong></em>.</p><p>Tutto ciò avendo come obiettivi fondamentali tanto la <strong>semplificazione</strong> del rapporto tra fisco e contribuenti, quanto una progressiva e realistica<strong> riduzione della <a
title="pressione fiscale" href="http://becommerciale.it/tag/pressione-fiscale/">pressione fiscale</a></strong>. Obiettivo, quest’ultimo, che richiede, in particolare, il contestuale avanzamento dei processi di ristrutturazione e riqualificazione della <strong>spesa pubblica</strong>, di contrasto e recupero di evasione ed elusione, di <strong>riduzione progressiva delle aliquote</strong>: questo il commento di <strong><a
title="Confcommercio" href="http://becommerciale.it/category/associazioni/confcommercio/">Confcommercio</a></strong> ai dati relativi alle dichiarazioni dei redditi diffusi oggi dal <a
title="Dipartimento delle Finanze" href="http://becommerciale.it/tag/dipartimento-delle-finanze/">Dipartimento delle Finanze</a>.</p><p><span
id="more-1365"></span>Quanto al contrasto ed al recupero di<strong> evasione ed elusione</strong> – prosegue la nota &#8211; sono le stesse stime quantitative della loro entità a dire che si tratta di patologie che tagliano trasversalmente tutta l’<strong>economia</strong> e la società italiana. All’avanzamento del recupero di evasione ed elusione non giova, dunque, la ricerca di “<strong>capri espiatori</strong>” quanto, piuttosto, un rinnovato patto fiscale fondato sull’integrazione tra il principio del pagare tutti per pagare meno ed il principio del pagare meno affinché tutti paghino. Così come il recupero di e<strong>vasione ed elusione</strong> si giova dell’impegno al costante miglioramento dell’azione dell’<strong>amministrazione finanziaria</strong>.</p><p>A questa lettura dei dati odierni – conclude <strong>Confcommercio</strong> – va fatta una notazione in più: il valore medio dei redditi da lavoro autonomo è quasi il doppio del reddito complessivo medio. Il che può essere utile a sfatare qualche luogo comune di troppo.</p><p>[Fonte: <em>Confcommercio.it</em>]</p><p>Related posts:<ol><li><a
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Il ministro dell’Economia ha definito &#8220;un fatto di contabilizzazione assolutamente noto&#8221; il &#8220;debito fuori bilancio&#8221; non ancora saldato dal Viminale verso la Banca d’Italia. Crisi: &#8220;l&#8217;Italia non sta peggio di altri&#8221;.
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id="more-1362"></span>Nel documento dei magistrati contabili si parlerebbe in particolare di un “<em><strong>debito fuori bilancio</strong></em>” non ancora saldato dal Viminale verso la <strong>Banca d’Italia</strong>, che dal 1997 al 2002 avrebbe anticipato agli enti locali soldi per pagare gli stipendi dei dipendenti. Un debito che la<strong> Corte dei Conti </strong>chiederebbe di saldare entro il 2010.<em> “Non esiste alcun tipo di buco”</em>, ha spiegato <strong>Tremonti</strong> al termine della riunione dell’<strong>Ecofin</strong> a Bruxelles, parlando di <em>“un fatto di contabilizzazione assolutamente noto”.</em></p><p>Dopo aver rassicurato sul presunto &#8216;buco&#8217;, <strong>Tremonti</strong> è quindi tornato a sottolineare come, nell’attuale situazione di crisi europea, l’Italia <em>“<strong>non sta peggio di altri</strong></em>”, perché “<em><strong>lo dicono i numeri</strong></em>”. E come nel nostro Paese non serva una nuova riforma della previdenza:<em> “noi l’abbiamo già fatta. Le pensioni per l’Italia non sono un problema”.</em></p><p><strong>Tremonti</strong> ha inoltre respinto la lettura troppo pessimistica data alle cifre sul <strong>Pil italiano </strong>del quarto trimestre 2009, peggiori del previsto. <em>“Maggiori deficit non fanno più crescita”, ha detto, sottolineando come “la Francia ha un Pil un po’ meno in caduta, ma fa registrare un’esplosione del proprio deficit. E se per essere in testa all’Europa per crescita bisogna avere deficit maggiori, allora dico: grazie”. </em></p><p>[Fonte: <em><a
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isPermaLink="false">http://becommerciale.it/?p=1358</guid> <description><![CDATA[
Il prodotto interno lordo dell’area Ocse è cresciuto dello 0,8% destagionalizzato nel quarto trimestre segnando un’accelerazione rispetto al +0,6% nel trimestre precedente.
Lo annuncia l’Organizzazione parigina, segnalando la forte crescita del Pil reale in Usa e Giappone, +1,4% e 1,1% rispettivamente, mentre nell’Eurozona la crescita ha rallentato allo 0,1% dal 0,4% nel terzo trimestre. Bene la [...]Related posts:<ol><li><a
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class="alignnone size-full wp-image-1359" title="produzione industriale" src="http://becommerciale.it/files/2010/02/produzione-industriale.jpg" alt="" width="550" height="361" /></a></p><p><em><strong>Il prodotto interno lordo dell’area Ocse è cresciuto dello 0,8% destagionalizzato nel quarto trimestre segnando un’accelerazione rispetto al +0,6% nel trimestre precedente.</strong></em></p><p>Lo annuncia l’Organizzazione parigina, segnalando la forte crescita del <strong>Pil</strong> reale in <strong>Usa</strong> e <strong>Giappone</strong>, +1,4% e 1,1% rispettivamente, mentre nell’<strong>Eurozona</strong> la crescita ha rallentato allo <strong>0,1% dal 0,4%</strong> nel <a
title="terzo trimestre" href="http://becommerciale.it/tag/terzo-trimestre/">terzo trimestre</a>. Bene la <strong>Francia</strong>, con un <strong>+0,6%</strong>, ma la <strong>Germania</strong> è rimasta ferma e l’<strong>Italia</strong> ha segnato addirittura un calo dello <strong>0,2%</strong> del Pil. Positivo per lo <strong>0,1%</strong> il Pil <strong>britannico</strong> che segnala l’uscita dalla recessione del Paese dopo sei trimestri di contrazione.</p><p><span
id="more-1358"></span>Rispetto a un anno prima il Pil dell’area <strong>Ocse</strong> ha segnato una contrazione dello<strong> 0,7%</strong> nel trimestre dopo un<strong> -3,4%</strong> nel trimestre precedente. Con l’eccezione degli <strong>Usa</strong>, dove il <strong>Pil è</strong> cresciuto su <a
title="base annua" href="http://becommerciale.it/tag/base-annua/">base annua</a> dello <strong>0,1%</strong>, tutte le economie del <strong>G7 </strong>hanno assistito a un calo del prodotto interno lordo.</p><p>Il <strong>declino su </strong>base annua riflette in particolare la contrazione dell’area euro che conta per <strong>0,5 punti </strong><strong>s</strong>ul totale. Nell’intero 2009 il <strong>Pil</strong> dell’area <strong>Ocse</strong> è diminuito del <strong>3,4%, </strong>per la prima volta dal <strong>1960</strong>, quando è iniziata la raccolta dei dati da parte dell’<strong>Organizzazione</strong>. La contrazione è variata dal<strong> -5% di Germania</strong> e <strong>Giappone</strong> al <strong>-2,2% </strong>della<strong> Francia</strong>.</p><p>[Fonte: <em><a
title="Confcommercio" href="http://becommerciale.it/category/associazioni/confcommercio/">Confcommercio</a>.it</em>]</p><p>Related posts:<ol><li><a
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isPermaLink="false">http://becommerciale.it/?p=1377</guid> <description><![CDATA[
Adico propone una giornata formativa sul tema &#8220;Controllo di Gestione&#8221; che si terrà venerdì 5 e 12 marzo 2010 dalle ore 14:30 alle ore 18:30 presso la sede Adico con la docente Elisabetta Borrini
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title="Adico" href="http://becommerciale.it/category/associazioni/adico-associazioni/">Adico</a> propone una giornata formativa sul tema &#8220;<a
title="Controllo di Gestione" href="http://becommerciale.it/tag/controllo-di-gestione/">Controllo di Gestione</a>&#8221; che si terrà venerdì 5 e 12 marzo 2010 dalle ore 14:30 alle ore 18:30 presso la sede Adico con la docente Elisabetta Borrini</strong></em></p><p>Come riporta il sito: <a
title="BEpiccoloimprenditore" href="http://bepiccoloimprenditore.it/1465/controllo-di-gestione-una-leva-per-la-direzione-commerciale/" target="_blank">www.bepiccoloimprenditore.it</a>, il controllo di gestione è un problema solo della funzione amministrativa e finanziaria? Sicuramente no! Ogni funzione aziendale deve conoscere i risultati economici dell’azienda ed essere in grado di comprenderli per contribuire al loro <strong>monitoraggio</strong>.</p><p><span
id="more-1377"></span><strong>Accademia ADICO</strong> propone otto ore di <a
title="formazione" href="http://becommerciale.it/category/formazione/">formazione</a> (suddivisi in due pomeriggi) con l&#8217;obiettivo di fornire gli elementi essenziali del ruolo del &#8220;<em><strong>Controllo di Gestione</strong></em>&#8221; nelle aziende e delle tecniche più avanzate che vengono utilizzate per monitorare le performance aziendali e aiutare Imprenditori e Manager a raggiungere i propri obiettivi.</p><p>Conoscere le principali impostazioni del controllo di gestione permette ad ogni manager di avere una maggiore sicurezza e aumenta la capacità di dialogare con la funzione amministrativa e finanziaria dell’azienda:</p><ul><li>Ritiene importante monitorare i risultati della Sua Azienda?</li><li> Ha gli strumenti giusti per monitorare al meglio questa attività visto che siamo e` sempre piu&#8217; proiettati verso le strategie di vendita?</li></ul><p>Questo corso risponde a queste domande e ha l’obbiettivo di creare una informazione per il management e un assestment per gli addetti ai lavori, specie nella <strong>PMI</strong> , dove l’integrazione nella conduzione aziendale è una leva strategica di successo.</p><p>Il Corso prevede l’utilizzo di metodi attivi di apprendimento e di discussione anche di casi aziendali che coinvolgeranno direttamente i partecipanti.</p><p><strong>Destinatari</strong><br
/> Imprenditori, Manager, Responsabili di Funzione e loro collaboratori.</p><p>Related posts:<ol><li><a
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