<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Be Commerciale &#124; Mercato italiano ed europeo, consumi e crisi economica &#187; conti pubblici</title>
	<atom:link href="http://becommerciale.it/category/conti-pubblici/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://becommerciale.it</link>
	<description>Il blog sulla professione del commerciale con news sul mercato italiano ed europeo, dati, statistiche, consumi e crisi economica.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 10 Oct 2011 13:21:27 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
		<item>
		<title>Nei primi sei mesi fabbisogno in calo di 4,2 miliardi</title>
		<link>http://becommerciale.it/1873/nei-primi-sei-mesi-fabbisogno-in-calo-di-42-miliardi/</link>
		<comments>http://becommerciale.it/1873/nei-primi-sei-mesi-fabbisogno-in-calo-di-42-miliardi/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 12:39:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[conti pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[Dati e statistiche]]></category>
		<category><![CDATA[avanzo]]></category>
		<category><![CDATA[fabbisogno]]></category>
		<category><![CDATA[imposte]]></category>
		<category><![CDATA[incassi ifsicali]]></category>
		<category><![CDATA[MEF]]></category>
		<category><![CDATA[settore statale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://becommerciale.it/?p=1873</guid>
		<description><![CDATA[A giugno scende a 4,3 miliardi l&#8217;avanzo del settore statale, rispetto ai 6,2 miliardi del 2009. Nel mese di giugno 2010 si è registrato un avanzo del settore statale pari, in via provvisoria, a circa 4.300 milioni. Nel mese di giugno del 2009, l&#8217;avanzo è stato pari a 6.208 milioni. Nel primo semestre del 2010 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1874" src="http://becommerciale.it/files/2010/07/pignoramento.jpg" alt="" width="500" height="333" /></p>
<p><em><strong>A giugno scende a 4,3 miliardi l&#8217;avanzo del settore statale, rispetto ai 6,2 miliardi del 2009.<br />
</strong></em></p>
<p>Nel mese di<strong> giugno 201</strong>0 si è registrato un<strong> avanzo del settore statale</strong> pari, in via provvisoria, a circa <strong>4.300 milioni</strong>. Nel mese di giugno del <strong>2009</strong>, l&#8217;avanzo è stato pari a<strong> 6.208 milioni</strong>.</p>
<p><span id="more-1873"></span></p>
<p>Nel<strong> primo semestre del 2010</strong> si è registrato complessivamente un<strong> fabbisogno</strong> di circa <strong>45.800 milioni</strong>, migliore, essendo inferiore per circa<strong> 4.200 milioni </strong>rispetto a quello dell&#8217;analogo periodo del <strong>2009</strong> pari a <strong>50.015 milioni</strong>.</p>
<p>Si segnala il buon andamento complessivo degli<strong> incassi fiscali</strong>, inclusi quelli per autotassazione. A fronte si registra il venir meno, peraltro già scontato nelle stime, delle entrate straordinarie generate l&#8217;anno scorso dall&#8217;imposta straordinaria derivante dal riallineamento dei <strong>valori di bilancio </strong>ai principi IAS.</p>
<p>Analogamente allo scorso anno, il mese di giugno del 2010 registra gli effetti dello<strong> slittamento dei termini di versamento delle imposte </strong>per i contribuenti soggetti agli <strong>studi di settore</strong>. Il saldo del mese ha inoltre beneficiato di maggiori incassi per utili e dividendi.</p>
<p>Dal lato dei pagamenti, il risultato del mese sconta un <strong>minore</strong> <strong>onere</strong> per interessi sul debito, compensato da <strong>erogazioni</strong> che nel 2009 erano slittate al mese di luglio.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://becommerciale.it/1873/nei-primi-sei-mesi-fabbisogno-in-calo-di-42-miliardi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Fisco, commercialisti: pressione fiscale reale al 51,6. In Europa siamo primi, non quinti</title>
		<link>http://becommerciale.it/1848/fisco-commercialisti-pressione-fiscale-reale-al-516-in-europa-siamo-primi-non-quinti/</link>
		<comments>http://becommerciale.it/1848/fisco-commercialisti-pressione-fiscale-reale-al-516-in-europa-siamo-primi-non-quinti/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 11:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[conti pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[Dati e statistiche]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[commercialisti]]></category>
		<category><![CDATA[fisco]]></category>
		<category><![CDATA[istat]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>
		<category><![CDATA[pressione fiscale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://becommerciale.it/?p=1848</guid>
		<description><![CDATA[Italia né quinta, né settima, ma sempre e invariabilmente prima o quanto meno sul podio, se si considera il dato della pressione fiscale riferito al PIL depurato dalla componente di economia che, per definizione, le tasse non le paga. E’ quanto sostiene l’ufficio studi del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, commentando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1849" src="http://becommerciale.it/files/2010/07/conti-pubblici-e1277980440682.jpg" alt="" width="550" height="366" /></p>
<p><em><strong>Italia né quinta, né settima, ma sempre e invariabilmente prima o quanto meno sul podio, se si considera il dato della pressione fiscale riferito al PIL depurato dalla componente di economia che, per definizione, le tasse non le paga. </strong></em></p>
<p>E’ quanto sostiene l’ufficio studi del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, commentando i dati diffusi oggi dall’ISTAT sui <strong>conti pubblici 2009</strong>, secondo i quali il nostro Paese si colloca al<strong> quinto posto</strong> nella classifica europea del carico fiscale, scalando due posizioni rispetto al <strong>2008</strong>. Secondo l’<strong>ISTAT</strong>, la pressione fiscale in Italia sarebbe stata nel 2009 del <strong>43,2%</strong>, in aumento quindi rispetto al<strong> 42,9%</strong> del 2008.</p>
<p><span id="more-1848"></span></p>
<p>In realtà, i <strong>commercialisti</strong> sottolineano come, se si considera la <strong>pressione fiscale </strong>sulla sola componente del <strong>PIL</strong> che le imposte le paga per davvero, ossia sulla componente depurata della quota stimata di economia sommersa, si vede chiaramente come la pressione fiscale “<strong>reale</strong>” in Italia sia assai superiore: <strong>51,6%</strong> nel 2009 rispetto al <strong>50,8%</strong> nel 2008. L’ufficio studi dei commercialisti, che monitora il dato della pressione fiscale “<strong>reale</strong>” dal 2000, rileva come quello del 2009 sia un record negativo assoluto.</p>
<p>La<strong> pressione fiscale “reale” </strong>era infatti al<strong> 51,0% </strong>del 2007; al <strong>50,0%</strong> nel 2006; <strong>48,7%</strong> nel 2005;<strong> 49,0%</strong> nel 2004; <strong>50,2% </strong>nel 2003;<strong> 49,8% </strong>nel 2002; <strong>51,1%</strong> nel 2001;<strong> 51,2% </strong>nel 2000. Anche depurando i dati del <strong>PIL</strong> degli altri Paesi della componente di sommerso stimata, le elaborazioni dei commercialisti dimostrano come per tutti gli anni di osservazione si arriva ad una situazione per la quale l’Italia si colloca al primo posto, o comunque entro i primi tre posti, della classifica europea dei Paesi con la maggiore pressione fiscale.</p>
<p><em>“Questo perché </em>– spiega <strong>Claudio Siciliotti</strong>, Presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili – <em>la componente di economia sommersa stimata in Italia è percentualmente più rilevante di quella di tutti gli altri Paesi europei, esclusa la sola Grecia. Ecco quindi che, nell’istante in cui si depura il dato di questo fattore, l’indice della pressione fiscale “reale” cresce significativamente di più di quello che accade con riferimento ad altri Paesi e ci troviamo quindi a scalare varie posizioni nella triste classifica dei Paesi con maggiore pressione fiscale effettiva, al di là del dato formale”.</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://becommerciale.it/1848/fisco-commercialisti-pressione-fiscale-reale-al-516-in-europa-siamo-primi-non-quinti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Conti pubblici: fabbisogno in calo</title>
		<link>http://becommerciale.it/1671/conti-pubblici-fabbisogno-in-calo/</link>
		<comments>http://becommerciale.it/1671/conti-pubblici-fabbisogno-in-calo/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 10 May 2010 10:39:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[conti pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[Dati e statistiche]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[fabbisogno]]></category>
		<category><![CDATA[ministero del Tesoro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://becommerciale.it/?p=1671</guid>
		<description><![CDATA[Secondo le stime provvisorie del ministero del Tesoro, il fabbisogno registrato ad aprile si attesta a 14,8 miliardi di euro. Il fabbisogno del settore statale del mese di aprile 2010 è risultato pari, in via provvisoria, a circa 14.800 milioni, migliore &#8211; perché inferiore di circa 3.600 milioni - rispetto a quello registrato nel mese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1672" href="http://becommerciale.it/files/2010/05/soldi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1672" title="soldi" src="http://becommerciale.it/files/2010/05/soldi.jpg" alt="" width="519" height="362" /></a></p>
<p><em><strong>Secondo le stime provvisorie del ministero del Tesoro, il fabbisogno registrato ad aprile si attesta a 14,8 miliardi di euro.</strong></em></p>
<p>Il <strong>fabbisogno</strong> del settore statale del mese di<strong> aprile 2010 </strong>è risultato pari, in via provvisoria, a circa<strong> 14.800 milioni</strong>, migliore &#8211; perché inferiore di circa <strong>3.600</strong> <strong>milioni </strong>- rispetto a quello registrato nel mese di aprile del 2009, pari a<strong> 18.379 milioni</strong>.</p>
<p><span id="more-1671"></span></p>
<p>Nei primi<strong> quattro mesi del 2010</strong> si è registrato complessivamente un fabbisogno di circa <strong>41.900 milioni</strong>, inferiore di circa <strong>6.600 milioni </strong>a quello dell&#8217;analogo periodo 2009, pari a <strong>48.528 milioni</strong>.</p>
<p>Il<strong> miglioramento del fabbisogno</strong> del mese di aprile 2010, rispetto allo stesso mese del 2009, è imputabile essenzialmente al venir meno di alcuni pagamenti che avevano caratterizzato il mese di aprile dello scorso anno:</p>
<ul>
<li>interessi alla <strong>Cassa Depositi e Prestiti</strong> sulle disponibilità giacenti sul conto della tesoreria statale, già erogati nello scorso mese di marzo;</li>
<li>acquisto da parte degli <strong>enti previdenziali d</strong>egli immobili oggetto delle operazioni di cartolarizzazione SCIP;</li>
<li><strong>rimborsi fiscali ultradecennali</strong>.</li>
</ul>
<p>Sempre dal lato dei pagamenti le minori erogazioni sono state parzialmente compensate da una maggiore dinamica dei prelievi delle <strong>Amministrazioni</strong> <strong>locali</strong> dai conti della tesoreria statale.</p>
<p>Dal lato degli incassi, si conferma l&#8217;<strong>andamento positivo</strong> del gettito tributario e contributivo, mentre si è registrato un saldo negativo dei flussi finanziari netti con l&#8217;Unione Europea.</p>
<p><em>[Fonte immagine: Panorama.it]</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://becommerciale.it/1671/conti-pubblici-fabbisogno-in-calo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tariffe pubbliche, una corsa senza più freni</title>
		<link>http://becommerciale.it/1597/tariffe-pubbliche-una-corsa-senza-piu-freni/</link>
		<comments>http://becommerciale.it/1597/tariffe-pubbliche-una-corsa-senza-piu-freni/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 09:47:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Associazioni]]></category>
		<category><![CDATA[conti pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato e Consumi]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Unioncamere]]></category>
		<category><![CDATA[aumento prezzi]]></category>
		<category><![CDATA[Ferruccio Dardanello]]></category>
		<category><![CDATA[prezzi amministrati localmente]]></category>
		<category><![CDATA[tariffe pubbliche]]></category>
		<category><![CDATA[unioncamere]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://becommerciale.it/?p=1597</guid>
		<description><![CDATA[Unioncamere, tariffe: in 5 anni, +15% per quelle pubbliche, +20% per quelle locali Spinta dalla ripartenza dell&#8217;economia e dall&#8217;aumento dei prezzi di petrolio e materie prime, l&#8217;inflazione ricomincia a salire ma resta sotto controllo, mentre le tariffe pubbliche schizzano del +3,9% anno su anno. Il rincaro registrato nel 2009 porta l&#8217;incremento complessivo delle tariffe pubbliche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1598" href="http://becommerciale.it/files/2010/04/Conti-Correnti.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1598" title="Conti Correnti" src="http://becommerciale.it/files/2010/04/Conti-Correnti.jpg" alt="" width="537" height="355" /></a></p>
<p><em><strong>Unioncamere, tariffe: in 5 anni, +15% per quelle pubbliche, +20% per quelle locali<br />
</strong></em><br />
Spinta dalla ripartenza dell&#8217;economia e dall&#8217;<strong>aumento dei prezzi</strong> di petrolio e materie prime, l&#8217;<strong>inflazione</strong> ricomincia a salire ma resta sotto controllo, mentre le <strong>tariffe pubbliche</strong> schizzano del <strong>+3,9% </strong>anno su anno. Il rincaro registrato nel 2009 porta l&#8217;incremento complessivo delle tariffe pubbliche negli ultimi cinque anni al <strong>+15%</strong>.<strong> </strong>Queste le  valutazioni che emergono dall&#8217;<strong>Osservatorio &#8220;Prezzi e Mercati&#8221;</strong> di INDIS, Istituto dell&#8217;<strong>Unioncamere</strong> specializzato nella distribuzione.</p>
<p><span id="more-1597"></span></p>
<p><em>“Mentre la crescita dell’inflazione e l’aumento delle materie prime possono essere salutati come un segnale del fatto che l’economia nazionale e internazionale sta ripartendo”,</em> ha sottolineato il presidente di <strong>Unioncamere</strong>, <strong>Ferruccio Dardanello</strong>, <em>“l’incremento delle tariffe in questo momento ancora delicato viene ad incidere negativamente sui bilanci delle famiglie e, quindi, potrebbe anche rallentare la ripresa dei consumi interni. E’ un elemento che va tenuto sotto osservazione”</em></p>
<p>Tra i versanti caldi dell’inflazione vi sono in questa fase le <strong>tariffe pubbliche</strong>, aumentate negli ultimi dodici mesi del<strong> 3,9%</strong> in media. Tra le tariffe i rincari sono abbastanza diffusi, in particolare sul versante dei <strong>prezzi</strong> dei <strong>servizi</strong> amministrati localmente.</p>
<p>L’analisi realizzata dall<strong>’Osservatorio dei prezzi e dei mercati sulla base dell’indice IPCA</strong>, evidenzia che nell’ultimo quinquennio le<strong> tariffe pubbliche</strong> sono cresciute del<strong> 15%</strong>, cinque punti percentuali in eccesso rispetto al tasso ufficiale di inflazione. Tra queste le<strong> tariffe postali</strong> sono rincarate di circa il <strong>13%</strong>, le tariffe autostradali di circa il<strong> 15%</strong>, quelle ferroviarie del<strong> 26%</strong>, i trasporti marittimi di oltre il<strong> 38%</strong>.</p>
<p>I maggiori aumenti colpiscono, però, i <strong>prezzi amministrati localmente</strong>, che in media segnano un aumento cumulato di oltre il <strong>20%</strong> negli ultimi 5 anni. Tra questi si segnalano i rincari del <strong>30% </strong>per i rifiuti solidi urbani e dell<strong>’acqua potabile</strong>. Tali aumenti sono da ascrivere alla convergenza delle tariffe verso livelli compatibili con la totale copertura dei c<strong>osti del servizio</strong>, secondo un processo di ristrutturazione che implica per il settore dei rifiuti il passaggio dalla tassa (TARSU) alla tariffa (TIA), e per quello dell’idrico il passaggio al Metodo normalizzato previsto dalla <strong>legge Galli</strong>.</p>
<p>E’ evidente che questi aumenti contribuiscono a erodere il <strong>potere d’acquisto </strong>delle famiglie e ad accrescere i costi che gravano sui <strong>bilanci delle imprese</strong>, in particolare piccole e medie: una <strong>maggiore moderazione</strong> in questo senso sarebbe auspicabile, soprattutto in un fase come quella attuale in cui gli equilibri economico-finanziari degli uni e degli altri sono già messi a dura prova dalla debolezza del mercato del lavoro e dall’aumento delle materie prime.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://becommerciale.it/1597/tariffe-pubbliche-una-corsa-senza-piu-freni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Bankitalia: a febbraio sale il debito e calano le entrate</title>
		<link>http://becommerciale.it/1578/bankitalia-a-febbraio-sale-il-debito-e-calano-le-entrate/</link>
		<comments>http://becommerciale.it/1578/bankitalia-a-febbraio-sale-il-debito-e-calano-le-entrate/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 10:31:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[conti pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato e Consumi]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[bankitalia]]></category>
		<category><![CDATA[debito pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[entrate tributarie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://becommerciale.it/?p=1578</guid>
		<description><![CDATA[Il debito si è attestato a 1.795,066 miliardi di euro, in aumento dello 0,4% rispetto a gennaio. Nel Supplemento al Bollettino statistico dedicato alla finanza pubblica, Bankitalia sottolinea che a febbraio continua a salire il debito pubblico italiano. Il debito si è attestato a quota 1.795,066 miliardi di euro, conto i 1,788,134 di gennaio. Per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1579" href="http://becommerciale.it/files/2010/04/Bankitalia.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1579" title="Bankitalia" src="http://becommerciale.it/files/2010/04/Bankitalia.jpg" alt="" width="520" height="343" /></a></p>
<p><em><strong>Il debito si è attestato a 1.795,066 miliardi di euro, in aumento dello 0,4% rispetto a gennaio. </strong></em></p>
<p>Nel Supplemento al <strong>Bollettino</strong> statistico dedicato alla finanza pubblica, <strong>Bankitalia</strong> sottolinea che a febbraio continua a salire il debito pubblico italiano. Il <strong>debito</strong> si è attestato a quota <strong>1.795,066 miliardi di euro</strong>, conto i <strong>1,788,134 </strong>di gennaio.</p>
<p><span id="more-1578"></span></p>
<p>Per ciò che riguarda le<strong> entrate tributarie </strong>si registra un calo: a gennaio-febbraio di quest’anno si sono attestate a quota<strong> 53,479 miliardi di euro</strong>, in calo rispetto ai<strong> 54,892 d</strong>el primo bimestre del 2009. Nel solo mese di <strong>febbraio 2010</strong> le entrate tributarie sono state pari a <strong>24,670</strong> miliardi di euro, in calo del <strong>2,1% </strong>rispetto a<strong>i 25,217 </strong>miliardi di febbraio 2009.</p>
<p>[Fonte: Confcommercio.it]</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://becommerciale.it/1578/bankitalia-a-febbraio-sale-il-debito-e-calano-le-entrate/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Europa 2020 non sia il bancomat della spesa pubblica&#8221;</title>
		<link>http://becommerciale.it/1445/europa-2020-non-sia-il-bancomat-della-spesa-pubblica/</link>
		<comments>http://becommerciale.it/1445/europa-2020-non-sia-il-bancomat-della-spesa-pubblica/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 10:02:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Associazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Confcommercio]]></category>
		<category><![CDATA[conti pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[Europa 2020]]></category>
		<category><![CDATA[exit strategy]]></category>
		<category><![CDATA[spesea pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[strategia di Lisbona]]></category>
		<category><![CDATA[Tremonti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://becommerciale.it/?p=1445</guid>
		<description><![CDATA[Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, sottolinea che la nuova edizione della Strategia di Lisbona dovrebbe essere &#8220;coordinato con la struttura della exit strategy dalla crisi&#8221;. Secondo il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, la cosiddetta strategia Europa 2020, nuova edizione della Strategia di Lisbona che nel 2000 aveva fissato l’obiettivo &#8211; fallito &#8211; di fare dell’Ue, entro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1446" href="http://becommerciale.it/files/2010/03/commissione-europea.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1446" title="commissione-europea" src="http://becommerciale.it/files/2010/03/commissione-europea.jpg" alt="" width="450" height="325" /></a></p>
<p><em><strong>Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, sottolinea che la nuova edizione della Strategia di Lisbona dovrebbe essere &#8220;coordinato con la struttura della exit strategy dalla crisi&#8221;.</strong></em></p>
<p>Secondo il ministro dell’Economia, <strong>Giulio Tremonti</strong>, la cosiddetta strategia<strong> Europa 2020</strong>, nuova edizione della <strong>Strategia di Lisbona</strong> che nel 2000 aveva fissato l’obiettivo &#8211; fallito &#8211; di fare dell’Ue, entro quest’anno, l’economia più competitiva del mondo, “<em>è un documento interessante”</em>, ma dovrebbe essere “<em>coordinato con la struttura della &#8216;exit strategy&#8217; dalla crisi”. </em></p>
<p><span id="more-1445"></span>Per il ministro, che ha parlato alla stampa a Bruxelles a margine del <strong>Consiglio Ecofin</strong>, “<em>l’importante è che non si trasformi in un bancomat della spesa pubblica”. “Deve essere chiaro che la Commissione non può da un lato chiederci di ridurre la spesa  e dall’altro di spendere. Bisogna che coordini l’impulso a ridurre il deficit con quello a spendere per gli obiettivi della strategia, considerando che siamo ancora in una fase critica”</em>, ha osservato ancora il ministro.</p>
<p>La strategia <strong>Europa 2020</strong>, proposta dalla<strong> Commissione europea</strong>, stabilisce degli obiettivi da raggiungere nei prossimi 10 anni, in termini, ad esempio, di ricerca, istruzione, ambiente e anche coesione sociale. Gli obiettivi, tuttavia, <em>“sono ancora in fase di elaborazione”</em>, ha ricordato <strong>Tremonti</strong>. E quanto ai progetti che verranno promossi, ha concluso, <em>“noi vorremmo che fossero il più possibile europei”.</em></p>
<p>[Fonte: <em>Confcommercio.it</em>]</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://becommerciale.it/1445/europa-2020-non-sia-il-bancomat-della-spesa-pubblica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tremonti: &#8220;nessun buco nei conti pubblici&#8221;</title>
		<link>http://becommerciale.it/1362/tremonti-nessun-buco-nei-conti-pubblici/</link>
		<comments>http://becommerciale.it/1362/tremonti-nessun-buco-nei-conti-pubblici/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 09:34:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[conti pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[banca d'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[corte dei conti]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[debito]]></category>
		<category><![CDATA[deficit]]></category>
		<category><![CDATA[Econfin]]></category>
		<category><![CDATA[fuori bilancio]]></category>
		<category><![CDATA[Pil italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Tremonti conti pubblici]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://becommerciale.it/?p=1362</guid>
		<description><![CDATA[Il ministro dell’Economia ha definito &#8220;un fatto di contabilizzazione assolutamente noto&#8221; il &#8220;debito fuori bilancio&#8221; non ancora saldato dal Viminale verso la Banca d’Italia. Crisi: &#8220;l&#8217;Italia non sta peggio di altri&#8221;. Nessun buco da 9 miliardi nei conti pubblici italiani. Lo ha assicurato il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, che ha definito “un falso problema” quello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://becommerciale.it/files/2010/02/tremonti.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1363" title="tremonti" src="http://becommerciale.it/files/2010/02/tremonti.jpg" alt="" width="550" height="367" /></a></p>
<p><em><strong>Il ministro dell’Economia ha definito &#8220;un fatto di contabilizzazione assolutamente noto&#8221; il &#8220;debito fuori bilancio&#8221; non ancora saldato dal Viminale verso la Banca d’Italia. Crisi: &#8220;l&#8217;Italia non sta peggio di altri&#8221;.</strong></em></p>
<p>Nessun buco da 9 miliardi nei<strong> conti pubblici </strong>italiani. Lo ha assicurato il ministro dell’Economia, <strong>Giulio Tremonti</strong>, che ha definito <em><strong>“un falso problema</strong></em>” quello sollevato su un quotidiano finanziario, in cui si citano alcuni rilievi della Corte dei Conti riguardanti somme da rimborsare a Bankitalia. Ma anche quest’ultima, come il Tesoro, esclude per l’anno in corso “<em><strong>aggravi sul deficit e sul debito</strong></em>”.</p>
<p><span id="more-1362"></span>Nel documento dei magistrati contabili si parlerebbe in particolare di un “<em><strong>debito fuori bilancio</strong></em>” non ancora saldato dal Viminale verso la <strong>Banca d’Italia</strong>, che dal 1997 al 2002 avrebbe anticipato agli enti locali soldi per pagare gli stipendi dei dipendenti. Un debito che la<strong> Corte dei Conti </strong>chiederebbe di saldare entro il 2010.<em> “Non esiste alcun tipo di buco”</em>, ha spiegato <strong>Tremonti</strong> al termine della riunione dell’<strong>Ecofin</strong> a Bruxelles, parlando di <em>“un fatto di contabilizzazione assolutamente noto”.</em></p>
<p>Dopo aver rassicurato sul presunto &#8216;buco&#8217;, <strong>Tremonti</strong> è quindi tornato a sottolineare come, nell’attuale situazione di crisi europea, l’Italia <em>“<strong>non sta peggio di altri</strong></em>”, perché “<em><strong>lo dicono i numeri</strong></em>”. E come nel nostro Paese non serva una nuova riforma della previdenza:<em> “noi l’abbiamo già fatta. Le pensioni per l’Italia non sono un problema”.</em></p>
<p><strong>Tremonti</strong> ha inoltre respinto la lettura troppo pessimistica data alle cifre sul <strong>Pil italiano </strong>del quarto trimestre 2009, peggiori del previsto. <em>“Maggiori deficit non fanno più crescita”, ha detto, sottolineando come “la Francia ha un Pil un po’ meno in caduta, ma fa registrare un’esplosione del proprio deficit. E se per essere in testa all’Europa per crescita bisogna avere deficit maggiori, allora dico: grazie”. </em></p>
<p>[Fonte: <em>Confcommercio.it</em>]</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://becommerciale.it/1362/tremonti-nessun-buco-nei-conti-pubblici/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

