
Codacons: Italia lenta come una lumaca e maglia nera d’europa
Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, il Pil è cresciuto dello 0,1% nei primi 3 mesi dell’anno rispetto all’ultimo trimestre 2010. La crescita acquisita per il 2011 è pari allo 0,5%. Nello stesso periodo il Pil è aumentato in termini congiunturali dello 0,5% nel Regno Unito e dello 0,4% negli Stati Uniti. In termini tendenziali, il Pil è aumentato del 2,3% negli Stati Uniti e dell’1,8% nel Regno Unito.
“In pratica l’Italia cresce più lenta di una lumaca e, cosa ancora più grave, è la maglia nera d’Europa, visto che il Regno Unito è cresciuto dello 0,5%, gli Usa dello 0,4%, la Germania dell’1,5%, la Francia dell’1% e la Spagna dello 0,3%. La ragione di questo gap rispetto a tutti gli altri paesi sviluppati dipende dal fatto che mentre gli altri hanno investito risorse per affrontare la crisi, il Governo italiano è rimasto sulla riva del fiume in attesa che la tempesta finisse. Di conseguenza, tutti cominciano a stare meglio salvo l’Italia.” ha commentato il Codacons.
“Il dato di oggi si inserisce in un contesto di deterioramento del processo di recupero dei livelli di attività produttiva e che conferma i timori sull’esaurirsi della fase di ripresa dell’economia italiana” questo il commento dell’Ufficio Studi Confcommercio alle stime preliminari del Pil nel primo trimestre.
Gli indicatori congiunturali relativi al primo quarto dell’anno in corso – prosegue la nota di Confcommecio – fanno segnare -0,1% per la produzione industriale di fonte ufficiale e -0,3% per i consumi, nella metrica dell’ICC. Pertanto, l’eventuale prosecuzione di queste dinamiche, unitamente alla perdurante incertezza sul fronte della fiducia delle famiglie e al proseguire delle tensioni inflazionistiche di fonte internazionale, renderebbe molto arduo il raggiungimento dell’obiettivo minimo di crescita del Pil nel 2011 all’1,1% indicato nel DEF.
Appare dunque evidente – conclude l’Ufficio Studi – che il Paese non riesce a catturare pienamente il rafforzamento dell’attività economica in corso in Europa anche per la probabile, ulteriore riduzione del reddito reale delle famiglie che frenerà il fondamentale contributo dei consumi alla crescita dell’economia italiana.
Fonte immagine: nazioneindiana.com


