venerdì 4 marzo 2011

Consumi: crollo pesce -6%

Pubblicato da Gloria Soresi


pesce

Il pesce, continua a scomparire sempre di più sulle tavole italiane. Il calo dei consumi più persistente è stato registrato per il pesce bianco con -13%

Un fermo pesca di tre mesi da attuare subito in Adriatico per far ripartire i consumi di pesce dopo il crollo fatto registrare negli acquisti. È la proposta di Coldiretti ImpresaPesca dopo una serie di incontri organizzati con i pescatori di tutte le marinerie dell’area per trovare soluzioni alla gravissima crisi che sta colpendo il settore ittico.

A scomparire sempre più dalle tavole sono sia il pesce fresco (-6%) che quello congelato (-4%) secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Ismea relative al 2010. Particolarmente difficile la situazione del pesce azzurro con gli acquisti di alici e di triglie che sono diminuiti del 12%. In sofferenza anche il pesce bianco con i consumi di merluzzi e naselli che – precisa Coldiretti ImpresaPesca – sono in calo addirittura del 13%.

“Negli incontri con i pescatori è emerso quello che andavamo denunciando qualche mese fa – spiega Tonino Giardini, presidente di Coldiretti ImpresaPescalo sforzo messo in atto negli ultimi 20 anni dai sistemi a traino ha superato la capacità di tenuta dell’ecosistema ed è ora di ripensare politiche e regole per il centro e nord Adriatico (zona Gsa.17). Magari condividendole, in tempi brevi, anche con i pescatori croati, montenegrini e albanesi. Le marinerie chiedono dunque un provvedimento d’urgenza per fermare la pesca per tre mesi e ripartire subito dopo con nuove regole che dimostrino a tutti la reale volontà di cambiare. Guai se si dovesse fare un fermo con l’auspicato sostegno economico e poi ricominciare come prima a prelevare allegramente risorse con sistemi, modi e tempi non sostenibili”.

Dopo il fermo Coldiretti ImpresaPesca ritiene necessario una ripartenza graduale per evitare un depauperamento veloce delle risorse, vanificando gli effetti positivi della pausa e distruggendo i prezzi sul mercato. Serve inoltre un divieto tassativo nel bacino Adriatico della Gsa.17 di utilizzo di sistemi a traino e di abbandono del porto, nei giorni di sabato e di domenica. Ancora, Coldiretti ImpresaPesca, chiede di mettere fuori legge, per la tutela delle risorse, tutti i sistema di pesca (attrezzi) a traino con doppie reti e/o reti comunque munite di catene. Dopo la pausa si ripartirebbe in estate con un fermo del tutto diverso che non fermi le imprese, ma blocchi le aree di nursery (il ripopolamento delle specie), e che preveda la tutela della ristretta fascia costiera fino a 6 miglia, e l’estensione nei mesi successivi di attività dell’operatività delle barche, non più fuori dalle 3 miglia ma delle 4 miglia.

Fonte immagine: cuocopasticcione.it

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