
Nel 2010 cresce export dei formaggi italiani, in aumento del 13% sui mercati comunitari
Il curioso aumento nel corso del 2010 delle esportazioni di Grana Padano e Parmigiano Reggiano del 318% in Cina, nonostante la tradizionale opposizione al consumo di prodotti lattiero caseari da parte dei cittadini asiatici, è esemplificativo del grande successo che sta riscuotendo il settore nel mondo dove ha realizzato il fatturato record stimato in 1,6 miliardi di euro tra formaggi e latticini con un aumento in valore delle spedizioni del 14%.
È quanto afferma la Coldiretti che a Brescia, nella provincia che ha il record della produzione di latte in Italia ed è la patria del Grana Padano, che ha promosso la tavola rotonda “Costruiamo la nuova filiera agricola italiana” con la partecipazione tra gli altri del Ministro Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini, del Sottosegretario allo Sviluppo Economico Stefano Saglia, Assessore Regionale Agricoltura della Lombardia Giulio De Capitani e quasi cinquecento agricoltori. Concluderà i lavori il presidente nazionale della Coldiretti Sergio Marini.
Da una analisi della Coldiretti su dati Istat relativi al commercio estero dei primi dieci mesi del 2010 la crescita dei formaggi italiani è sensibile, con un aumento del 13%, sia sui mercati comunitari dove si realizza il 70% del valore dell’export che su quello statunitense (+ 11%) ma performance importanti si registrano – sottolinea la Coldiretti – sui nuovi mercati come la Cina e lndia, dove comunque le quantità restano contenute. A fare la parte del leone sono il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano che rappresentano da soli quasi il 40% del valore delle esportazioni di formaggi, con un aumento complessivo in valore nel mondo del 25%, risultato di un aumento 37% negli Stati Uniti, del 21% nei Paesi dell’Unione Europea ed in piccola parte nei Paesi emergenti come Cina (+318%) e India (+163%).
Un andamento incoraggiante si riscontra anche sul mercato nazionale dove i consumi familiari sono saliti di oltre il 2% per il grana Padano mentre lo yogurt ha fatto addirittura un balzo del 2,5% e il latte di quasi l’uno e mezzo, secondo le analisi della Coldiretti su dati Clal nei primi dieci mesi del 2010. Risultati positivi a livello nazionale ed internazionale che vanno trasferiti – sostiene la Coldiretti – alle aziende agricole dove negli allevamenti si deve fronteggiare un preoccupante aumento dei costi di produzione a o partire dai mangimi che hanno fatto segnare un rincaro del 14% a novembre 2010 rispetto all’anno precedente.
Fonte immagine: Radaelli.nl


