Per il Governatore della Banca d’Italia “a pesare sulla ripresa sono soprattutto le condizioni del mercato del lavoro”.
Il Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, dal palco del Forex di Napoli, è tornato ad evidenziare i fattori che continuano a deprimere il potenziale di crescita del Paese.
“L’Italia sta uscendo dalla crisi con un tasso di crescita bassa, ai minimi europei. E a pesare sulla ripresa sono soprattutto le condizioni del mercato del lavoro: finchè la flessione dell’occupazione non si inverte permane il rischio di ripercussioni sui consumi, e quindi sul prodotto”.
A partire dalle mancate riforme strutturali che il numero uno di Via Nazionale invoca ad ogni occasione utile. Draghi ha ricordato come “in Italia lo scorso anno il prodotto è diminuito di quasi il 5%”, evidenziando che ora “se ne prevede un recupero lento, con ampie incertezze legate in particolare agli andamenti del ciclo internazionale e alle condizioni del mercato del lavoro”.
Questo, anche considerando che “alla fine dello scorso anno vi erano in Italia oltre 600.000 occupati in meno rispetto al massimo del luglio 2008 e che la quota di popolazione potenzialmente attiva che e’ al momento forzatamente inoperosa e’ elevata e crescente”.
“Una crescita economica sostenuta – ha affermato quindi il Governatore - è base di benessere; è presupposto della stabilità finanziaria per un paese ad alto debito pubblico come l’Italia; è futuro per i giovani; dignità per gli anziani; il nostro Mezzogiorno ne trarrebbe forza, può esserne traino”. Draghi ha indicato anche la strada da seguire: “ne sono condizione le riforme strutturali, la cui mancanza ha segnato la perdita di competitivita’ del Paese, che dura da un quinquennio”.
[Fonte: Confcommercio.it]



